Roma, 11 febbraio 2026 – La statua di Iside, insieme a opere di Picasso e Klimt appartenute alla famiglia Agnelli, rischia di finire sotto sequestro da parte dello Stato italiano. La storia, tornata d’attualità grazie a Il Fatto Quotidiano, riguarda una serie di opere d’arte e reperti archeologici di grande valore. Al centro c’è un’indagine che intreccia passato, legge e collezionismo privato.
Iside: un antico tesoro nelle mani degli Agnelli
Tra i beni finiti sotto la lente c’è una statua acefala in granito nero, alta un metro e mezzo, che raffigura la dea Iside. L’opera, risalente al periodo tolemaico, sarebbe stata acquistata dalla marchesa Luisa Casati, una figura eccentrica della nobiltà italiana e protagonista della scena culturale dei primi anni del Novecento. La storica dell’arte Floriana Conte, docente all’Università di Foggia, racconta che la statua fu scoperta nel 1909 durante gli scavi del Santuario siriaco del Gianicolo, a Roma, diretti dall’archeologo francese Paul Gaukler. “Gaukler pubblicò le prime foto della statua e la attribuì a Madame la marchesa Casati”, spiega Conte.
Dalla villa romana alle aste di New York
La marchesa Casati, dicono le testimonianze dell’epoca, tra cui quella di Tommaso Filippo Marinetti, fondatore del Futurismo, teneva la statua nell’atrio della sua villa a Roma. Ma dopo il 1909, con il divieto di esportazione imposto dalle leggi italiane, la statua fu portata a Parigi e poi messa all’asta, prima a New York e poi, nel 1980, da Sotheby’s. Nei cataloghi d’asta compare la dicitura “Luisa Casati, Roma” come prima proprietaria. Nel 1990 l’opera fu comprata da Gianni Agnelli, che la riportò in Italia passando per la Svizzera con un permesso di importazione temporaneo.
Il nodo della legge e i dubbi sul possesso
Secondo le norme italiane, ogni reperto archeologico scoperto dopo il 1909 appartiene allo Stato, a meno che non ci sia una prova chiara di un acquisto regolare precedente. Lo storico dell’arte Tomaso Montanari è netto: “Quel permesso è nullo, la marchesa l’aveva fatta uscire illegalmente dall’Italia. Era patrimonio nazionale e andava sequestrata subito”. La questione sulla legittimità del possesso resta aperta. La sovrintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha ammesso di non sapere dove si trovi ora la statua.
Dove è finita la statua di Iside?
Il destino della statua è un mistero. Secondo alcune ricostruzioni, potrebbe essere nell’appartamento romano di Margherita Agnelli, figlia dell’Avvocato. Il suo avvocato, Dario Trevisan, ha detto: “Non rilascio dichiarazioni sui beni della mia cliente. Posso solo assicurare che ha sempre rispettato le norme sulle Belle Arti”. Altre fonti, però, parlano di una collocazione diversa. Nel frattempo, spunta anche il caso di un mosaico romano con la figura di Medusa, parte di un pavimento geometrico di 3,6 metri quadrati, risalente al I secolo d.C. Questo mosaico sarebbe stato donato a Ginevra Elkann e nel 2022 era valutato intorno ai 250 mila dollari.
Picasso e Klimt nel mirino della procura
L’indagine della procura di Roma non si limita ai reperti antichi. Tra le opere sotto la lente ci sono anche alcuni acquerelli di Paul Klee acquistati dalla Galleria Galatea nel 1966 e due capolavori: un “Arlecchino” di Picasso — fotografato a Torino, poi spostato a New York e infine in Svizzera — e un dipinto di Klimt, “Orchard with rose bushes”, valutato almeno 25 milioni di euro. Quest’ultimo sarebbe passato nel 1974 per la Galleria Galatea di Torino prima di essere spostato senza permesso verso Sankt Moritz.
Tra arte, legge e memoria: il peso del patrimonio
La vicenda apre molte domande sulla tutela del patrimonio artistico italiano e sulle responsabilità dei grandi collezionisti privati. Le autorità stanno cercando carte e documenti per capire se gli acquisti e i trasferimenti siano regolari. Nel frattempo, il dibattito coinvolge storici dell’arte, giuristi e la famiglia Agnelli. “Serve chiarezza – confida una fonte vicina all’inchiesta – perché queste opere fanno parte della nostra storia”. Solo allora si capirà davvero quale sarà il futuro della statua di Iside e degli altri tesori contesi.
