Roma, 11 febbraio 2026 – Stefano Di Stefano, amministratore non indipendente e membro del comitato rischi e sostenibilità di Mps, ha lasciato oggi il suo incarico con effetto immediato. La notizia è arrivata a tarda mattinata, dopo che la Procura di Milano ha aperto un’indagine a suo carico per presunto insider trading sui titoli di Mps e Mediobanca. Poco dopo le 13, la banca senese ha ufficializzato la presa d’atto, ringraziando Di Stefano per il lavoro svolto negli ultimi anni.
Dimissioni a sorpresa dopo l’avvio dell’inchiesta
Secondo fonti interne a Monte dei Paschi di Siena, la comunicazione delle dimissioni è arrivata direttamente da Di Stefano nella mattinata di oggi, lunedì 11 febbraio. Il manager, che ha anche un ruolo importante al Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha motivato la scelta con “ragioni personali” e la volontà di non ostacolare le indagini in corso. “Ho deciso di fare un passo indietro – avrebbe detto ai colleghi – per proteggere l’istituzione e garantire la massima trasparenza”.
L’accusa di insider trading e il doppio ruolo di Di Stefano
La Procura di Milano ha iscritto Di Stefano nel registro degli indagati per presunte operazioni di insider trading sui titoli di Mps e Mediobanca. Gli investigatori stanno ricostruendo una serie di movimenti sospetti tra fine 2025 e inizio 2026, periodo in cui Di Stefano avrebbe avuto accesso a informazioni riservate grazie al suo doppio ruolo: consigliere della banca e dirigente del Tesoro. Al momento non ci sono conferme ufficiali sulle accuse precise. Fonti vicine alle indagini parlano di “accertamenti in corso” e sottolineano che “non sono stati adottati provvedimenti cautelari”.
La reazione di Mps e il clima tra i vertici
Nel comunicato diffuso nel primo pomeriggio, il consiglio di amministrazione di Mps ha espresso “ringraziamento a Di Stefano per il contributo dato in questi anni come consigliere”. Nessun commento è arrivato sulle indagini o sulla tempistica delle dimissioni. Tra i vertici della banca, raccolti da alanews.it, si respira prudenza. “Confidiamo nel lavoro della magistratura – ha detto un dirigente che ha chiesto l’anonimato – e aspettiamo sviluppi prima di fare valutazioni”. L’uscita improvvisa di Di Stefano arriva in un momento delicato per la banca senese, impegnata da mesi in un percorso di rafforzamento patrimoniale e nel cercare nuovi equilibri interni.
Cosa cambia per la banca e cosa aspettarsi
L’addio di Di Stefano, figura chiave nel comitato rischi e sostenibilità, lascia aperti dubbi sulle prossime mosse del consiglio. Nei prossimi giorni, fonti vicine al dossier dicono che il board dovrebbe avviare la ricerca di un sostituto. Non è escluso che venga convocata una riunione straordinaria già entro la settimana. Sullo sfondo resta il tema della governance: la presenza del Tesoro nel capitale, ancora rilevante dopo gli ultimi aumenti, rende la vicenda particolarmente delicata agli occhi dei mercati.
Il silenzio e la tensione al Ministero dell’Economia
Dal Ministero dell’Economia, dove Di Stefano ricopre un ruolo dirigenziale, nessuna dichiarazione ufficiale. Fonti interne parlano di “vicenda personale” che “non coinvolge le attività istituzionali del Ministero”. Tuttavia, tra i corridoi di via XX Settembre si avverte una certa tensione. “Aspettiamo chiarimenti dalla magistratura – confida un funzionario – ma la prudenza è d’obbligo”.
Un precedente che riaccende i riflettori
Non è la prima volta che un membro dei vertici di Mps finisce sotto la lente della magistratura milanese. Negli ultimi anni il settore bancario italiano è stato spesso al centro di inchieste su presunte operazioni illecite legate ai mercati finanziari. Questa nuova indagine riporta l’attenzione su temi delicati come la trasparenza e la gestione delle informazioni riservate dentro gli istituti quotati.
Per ora, Di Stefano ha limitato il suo intervento alla comunicazione delle dimissioni, senza rilasciare dichiarazioni pubbliche. L’inchiesta va avanti: nei prossimi giorni sono attesi nuovi sviluppi dagli inquirenti milanesi.
