Bogotà, 11 febbraio 2026 – Nella notte tra domenica e lunedì, il presidente colombiano Gustavo Petro ha denunciato un tentativo di attentato contro di lui. Il suo elicottero non ha potuto atterrare in una zona della costa caraibica per il serio rischio di un attacco armato. A confermare la notizia è stato lo stesso capo dello Stato, proprio mentre il Paese vive un clima politico sempre più teso, a poche settimane dalle elezioni parlamentari di marzo e dalle presidenziali di maggio.
Petro: “Non siamo riusciti ad atterrare, ci volevano colpire”
“Non ho potuto scendere perché mi hanno avvisato che l’elicottero su cui viaggiavo con le mie figlie sarebbe stato preso di mira. Nemmeno le luci del punto di atterraggio sono state accese”, ha raccontato Petro in una dichiarazione diffusa lunedì mattina. Il presidente era diretto in una località non specificata della costa settentrionale, insieme alla famiglia. La decisione di rinunciare all’atterraggio è arrivata dopo che i servizi di sicurezza hanno intercettato informazioni su una possibile imboscata.
Un piano inquietante, minacce anche alla famiglia
La notizia è stata rilanciata dal giornalista e politico colombiano Hollman Morris, molto vicino al presidente, che ha parlato di un presunto piano per nascondere sostanze allucinogene in un veicolo destinato a Petro. Secondo Morris, le minacce non riguardano solo il presidente, ma anche la sua famiglia, con il rischio di un attacco coordinato. “Ci sono segnali che fanno pensare a un disegno più ampio contro la presidenza”, ha detto ai media locali.
Sicurezza rafforzata, ma il clima resta pesante
Il governo non ha ancora fornito dettagli su chi possa essere dietro al presunto complotto. Fonti della sicurezza, però, confermano che i controlli intorno a Petro sono stati intensificati nelle ultime ore. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla violenza politica in Colombia, dove negli ultimi mesi sono aumentate le minacce contro esponenti istituzionali e candidati alle elezioni.
Petro nel mirino, cresce la preoccupazione
Non è la prima volta che il presidente Petro viene preso di mira. In passato ha già denunciato tentativi di intimidazione e attacchi contro di lui e il suo entourage. Stavolta, però, la presenza delle figlie sull’elicottero ha scosso molto l’opinione pubblica. “Siamo vicini al presidente e alla sua famiglia”, ha detto la senatrice María José Pizarro, della coalizione di governo. Anche l’opposizione ha espresso solidarietà, pur chiedendo più chiarezza su quanto accaduto.
Indagini in corso, occhi puntati sui gruppi armati
Le prime indagini stanno passando al setaccio diverse piste, senza escludere il coinvolgimento di gruppi armati attivi nella zona caraibica. La Colombia resta uno dei Paesi più a rischio di attentati politici in Sudamerica, ricordano gli esperti del centro studi Indepaz. La vicenda è finita anche sui principali media internazionali, come El Tiempo e Semana, che sottolineano come la tensione possa influenzare l’andamento della campagna elettorale.
Elezioni sotto scorta: la sicurezza al primo posto
A meno di due mesi dal voto parlamentare, la sicurezza di candidati e istituzioni torna sotto i riflettori. “Serve uno sforzo comune per impedire che la violenza metta in pericolo la democrazia”, ha detto il ministro dell’Interno Luis Fernando Velasco. Nel frattempo, la presidenza ha fatto sapere che Petro continuerà i suoi impegni “con la massima prudenza”, mentre le forze dell’ordine restano all’erta nelle principali città del Paese.
In Colombia, dove la ferita degli anni più duri della lotta armata non si è mai chiusa del tutto, ogni segnale di instabilità viene osservato con grande attenzione. Eppure, come sottolineano fonti vicine al governo, solo col tempo si capirà se si è trattato di un episodio isolato o se si sta aprendo una nuova stagione di minacce contro le istituzioni.
