Tirana, 11 febbraio 2026 – Almeno quattordici poliziotti sono rimasti feriti ieri sera a Tirana, nel corso di una protesta organizzata dall’opposizione di centrodestra guidata da Sali Berisha. Gli scontri sono esplosi davanti al palazzo del governo e si sono spostati fino al Parlamento. Tra lancio di bombe molotov e momenti di alta tensione, la situazione è rapidamente degenerata. Il ministero dell’Interno parla di agenti con ustioni causate dagli ordigni improvvisati.
Scontri e tensione davanti al governo
La manifestazione, convocata nel tardo pomeriggio di domenica, ha radunato centinaia di persone davanti al palazzo del governo, nel cuore della città. Poco dopo le 19, la situazione è sfuggita di mano: alcuni manifestanti hanno cominciato a lanciare molotov e altri oggetti incendiari contro le forze dell’ordine. “Chi ha scatenato questa violenza dovrà pagare”, ha detto la ministra dell’Interno Albana Koçiu in una nota. La polizia ha risposto con cariche e idranti per disperdere la folla.
Feriti tra agenti, giornalisti e politici
Non sono rimasti coinvolti solo gli agenti. Una molotov è esplosa vicino a un cameraman di una tv privata, che è stato subito soccorso e portato d’urgenza in ospedale. Anche il deputato dell’opposizione Bledion Nallbati è finito in pronto soccorso, colpito da manganellate durante gli scontri con la polizia antisommossa. Secondo le prime ricostruzioni, Nallbati è stato travolto da una carica vicino al Parlamento, poco dopo le 20. Le sue condizioni non sono gravi, ma la notizia ha fatto subito rumore tra i suoi colleghi.
Arresti e accuse incrociate
Durante la serata la polizia ha fermato tredici manifestanti. Alcuni sono stati riconosciuti grazie alle telecamere di sorveglianza installate intorno agli edifici istituzionali. “Abbiamo agito per mantenere l’ordine”, ha spiegato un portavoce della polizia, aggiungendo che le indagini continueranno per individuare altri responsabili dei lanci di molotov. Dall’altra parte, il leader dell’opposizione Sali Berisha ha parlato di “comportamento criminale della polizia”, accusando le forze dell’ordine di aver usato troppa forza.
Un clima politico sempre più teso
Questa protesta arriva in un momento di forti tensioni tra maggioranza e opposizione. Berisha, ex presidente e primo ministro, da mesi guida una campagna contro il governo del premier Edi Rama, accusandolo di “autoritarismo” e “mancanza di trasparenza”. La manifestazione era stata annunciata come pacifica, ma la presenza massiccia della polizia e la determinazione dei manifestanti hanno fatto salire la tensione. “Non ci fermeremo qui”, ha detto Berisha ai suoi sostenitori, promettendo una nuova mobilitazione entro dieci giorni.
Reazioni internazionali e preoccupazioni
Le immagini degli scontri hanno fatto il giro del mondo, comparendo sulle principali testate internazionali. Da Bruxelles è arrivato un primo commento preoccupato: “Seguiamo con attenzione quanto sta succedendo a Tirana”, ha detto un portavoce della Commissione europea. L’Albania, che aspira a entrare nell’Unione Europea, attraversa una fase delicata sia sul fronte interno che diplomático. Gli osservatori temono che nuove proteste possano degenerare ulteriormente.
Controlli rafforzati e attesa per i prossimi giorni
Nella notte la polizia ha intensificato i controlli nel centro della capitale. Alcune strade intorno al Parlamento e alla sede del governo restano chiuse, mentre proseguono le indagini per chiarire la dinamica degli scontri e identificare altri responsabili. La ministra Koçiu ha chiesto “fermezza ma anche rispetto dei diritti”, invitando tutte le parti a evitare nuove escalation. Per ora, la città resta sotto stretta osservazione, in attesa delle prossime mosse dell’opposizione.
Tirana si sveglia oggi con le ferite ancora aperte dopo una notte di violenza e tensioni politiche. Il bilancio parla chiaro: almeno quattordici agenti feriti, diversi manifestanti fermati, un deputato e un cameraman in ospedale. Una situazione che rischia di peggiorare nei giorni a venire.
