Ranucci contro Giletti: la verità sulla lobby gay di destra e i legami con Marco Mancini

Ranucci contro Giletti: la verità sulla lobby gay di destra e i legami con Marco Mancini

Ranucci contro Giletti: la verità sulla lobby gay di destra e i legami con Marco Mancini

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Roma, 11 febbraio 2026 – Non si placa la faida tra Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci sulla presunta “lobby gay di destra”. Nelle ultime ore, il conduttore di Report ha risposto pubblicamente alle accuse lanciate dal collega durante la trasmissione Rai “Lo stato delle cose”, tornando a parlare dei rapporti tra giornalisti e l’ex agente dei servizi segreti Marco Mancini. Una storia che mescola cronaca giudiziaria e retroscena del giornalismo italiano, al centro delle quali ci sono alcune chat finite nell’inchiesta della Procura di Roma sul cosiddetto “Boccia-gate”.

Chat bollenti e la “lobby gay di destra”: la polemica che infiamma il giornalismo

Tutto è partito dalla pubblicazione di alcuni messaggi WhatsApp tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia, ex consulente del ministro Gennaro Sangiuliano, oggi indagata per stalking e lesioni. In quelle conversazioni, finite agli atti dell’indagine, si parla di una presunta “lobby gay di destra” che avrebbe influenza su una parte del giornalismo italiano. Tra i nomi fatti spunta anche quello di Giletti, che però ha subito smentito ogni coinvolgimento.

Durante l’ultima puntata del suo programma, Giletti ha mostrato alcuni passaggi delle chat, dicendo di essere stato tirato in ballo senza motivo. “Se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio”, ha scritto Ranucci ieri sera sui social. Ma il conduttore di Report ha cambiato argomento: “Io ho detto qualcosa di più grave, che loro hanno fatto finta di non capire: Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini”.

Marco Mancini nel mezzo: amicizie, accuse e dossier

Al centro della risposta di Ranucci c’è proprio Marco Mancini, ex dirigente dell’Aisi, già coinvolto nel caso del rapimento Abu Omar e in vicende di dossieraggio legate a Telecom e Pirelli. Secondo Ranucci, sia Giletti che il giornalista Tommaso Cerno avrebbero avuto contatti stretti con Mancini, aiutandolo a diffondere la sua versione dei fatti.

“Tommaso Cerno, da direttore dell’Identità, ha fatto pubblicare vari articoli a Rita Cavallaro, che ha passato, alla maniera di Luca Fazzo, le veline di Mancini o dei suoi legali senza contraddittorio”, ha scritto ancora Ranucci. E ha aggiunto: “La stessa cosa l’ha fatta Giletti, che ha promosso la teoria del complotto dei servizi e del Segreto di Stato, poi smentita con sentenza definitiva dalla Procura e dal Tribunale di Roma”.

Giletti, da parte sua, ha ribadito di non avere nulla a che fare con alcuna “lobby” e ha definito “strumentali” le accuse di Ranucci. Fonti vicine al conduttore raccontano che è pronto a difendere la sua reputazione dove serve.

“Boccia-gate”: il caso che scuote politica e informazione

La vicenda si inserisce nell’inchiesta della Procura di Roma su Maria Rosaria Boccia, l’ex consulente ministeriale accusata di stalking e lesioni. Le chat tra Boccia e Ranucci sono ora parte degli atti del cosiddetto “Boccia-gate”, un filone che sta facendo emergere intrecci fra politica, giornalismo e apparati dello Stato.

Dalle prime ricostruzioni, i messaggi parlano anche di tensioni all’interno del mondo dell’informazione e di presunte pressioni per orientare il racconto su alcune storie delicate. In particolare, torna in ballo l’incontro all’autogrill tra Matteo Renzi e Marco Mancini, episodio già finito sotto i riflettori negli anni scorsi.

Tra tensioni e sospetti: il clima rovente nel giornalismo

Lo scambio di accuse tra Giletti e Ranucci sta creando un’atmosfera tesissima tra alcune delle firme più note del giornalismo italiano. Diversi osservatori mettono in guardia: questa polemica rischia di far perdere di vista il cuore delle indagini, spostando il dibattito sulle questioni personali.

“Non si può ridurre tutto a una storia di lobby o amicizie”, confida un cronista parlamentare che segue da vicino la vicenda. Ma resta comunque centrale il nodo dei rapporti tra stampa, politica e apparati. Solo nelle prossime settimane si capirà se dalle carte salteranno fuori nuovi elementi o se tutto resterà confinato allo scontro mediatico.

Intanto, sia Giletti che Ranucci hanno ribadito di voler difendere la loro posizione. Il caso, per ora, resta aperto.