Un incontro commovente: i Moretti incontrano la madre delle due ferite di Crans-Montana

Un incontro commovente: i Moretti incontrano la madre delle due ferite di Crans-Montana

Un incontro commovente: i Moretti incontrano la madre delle due ferite di Crans-Montana

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Sion, 11 febbraio 2026 – L’impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone. A rivelarlo, questa mattina, è stato Jacques Moretti, proprietario del locale teatro della strage di Capodanno, durante l’interrogatorio iniziato alle 9.30 nella palazzina 23 del campus universitario di Sion. L’aula era piena, con decine di avvocati delle parti civili e occhi puntati su ogni sua parola. La domanda che tutti si fanno – dentro e fuori, tra i parenti delle vittime – è una sola: come è potuto succedere?

Moretti ammette: nessun controllo sull’impianto

Durante l’audizione, riservata alle domande degli avvocati delle parti civili, Moretti ha confermato che nessuno, né il Comune né il Cantone, aveva mai fatto un controllo sull’impianto di ventilazione del Constellation. Una risposta secca, quasi sussurrata, che ha fatto calare un silenzio pesante in aula. “Non c’è mai stato un sopralluogo, né da parte del Comune né del Cantone”, ha ribadito il proprietario, visibilmente scosso. La tragedia della notte di Capodanno – 41 morti e 115 feriti – resta così avvolta da dubbi su responsabilità e mancate verifiche.

Interrogatorio carico di tensione, tra domande e silenzi

L’interrogatorio è partito puntuale alle 9.30, in un’atmosfera tesa. Gli avvocati delle famiglie hanno pressato Moretti su ogni dettaglio: sicurezza, permessi, manutenzione degli impianti. In aula si respirava tensione. Alcuni legali prendevano appunti freneticamente, altri scuotevano la testa sconsolati. “Vogliamo capire come sia stato possibile”, ha raccontato un avvocato presente, che ha preferito restare anonimo. Nessuna risposta sembra però colmare il vuoto lasciato da quella notte.

Incontro a porte chiuse con la madre di due ferite

Durante una pausa, Jacques Moretti e la moglie Jessica hanno lasciato l’aula da una porta secondaria, evitando la folla di giornalisti all’ingresso principale. In un’aula appartata del campus hanno incontrato Leila Micheloud, madre di due ragazze ferite nella tragedia del Constellation. Un momento riservato, lontano dai riflettori. “Non posso dire cosa si sono detti”, ha spiegato Sébastien Fanti, avvocato di Micheloud, “ma è stato un incontro intenso, umano e semplice”. Poche parole, sussurrate alla fine di una giornata pesante.

I parenti delle vittime attendono risposte

Fuori dall’aula, nel cortile del campus, alcuni parenti hanno aspettato per ore notizie sull’interrogatorio. Sguardi bassi, voci spezzate. “Vogliamo solo sapere la verità”, ha detto una donna arrivata da Losanna all’alba. C’è chi stringe una foto, chi si appoggia silenzioso al muro. Sion resta scossa: la strage del Constellation ha lasciato una ferita profonda nella comunità.

Le indagini puntano sulle responsabilità istituzionali

Le parole di Moretti aprono ora un nuovo fronte nelle indagini: quello delle responsabilità degli enti pubblici. Da quanto emerso oggi, nessun controllo ufficiale sarebbe stato fatto sull’impianto di ventilazione – un dato che potrebbe coinvolgere Comune e Cantone. Gli inquirenti stanno raccogliendo documenti e permessi degli ultimi anni. “Stiamo controllando ogni passo amministrativo”, ha detto una fonte vicina all’inchiesta.

Il processo va avanti, si cercano risposte

Il processo continuerà nei prossimi giorni con le audizioni di tecnici e funzionari pubblici coinvolti nelle autorizzazioni. Gli avvocati delle parti civili vogliono capire se ci sono state omissioni o negligenze nei controlli previsti dalla legge cantonale. Solo così, forse, si potrà ricostruire la catena degli eventi che ha portato alla tragedia.

Intanto, Sion resta sospesa tra dolore e attesa. Il nome Constellation continua a riecheggiare nei corridoi del campus e nelle strade della città: un ricordo difficile da cancellare e una domanda che non trova ancora risposta.