Zelensky prepara un annuncio cruciale: elezioni e referendum in arrivo il 24 febbraio

Zelensky prepara un annuncio cruciale: elezioni e referendum in arrivo il 24 febbraio

Zelensky prepara un annuncio cruciale: elezioni e referendum in arrivo il 24 febbraio

Matteo Rigamonti

Febbraio 11, 2026

Kyiv, 11 febbraio 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si prepara a lanciare il 24 febbraio un piano che prevede elezioni presidenziali e un referendum nazionale. La data non è stata scelta a caso: coincide con il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La notizia, anticipata dal Financial Times e confermata da fonti governative ucraine ed europee, segna un momento delicato in una crisi che continua a scuotere il Paese.

Pressioni esterne e tempi stretti

Da quanto emerge da fonti coinvolte nella preparazione, l’accelerazione verso le elezioni e il referendum su un possibile accordo di pace con la Russia sarebbe stata spinta anche dagli Stati Uniti. In particolare, l’amministrazione Trump avrebbe chiesto a Kiev di fissare entrambe le consultazioni entro il 15 maggio. Un termine accompagnato da un chiaro avvertimento: senza una data precisa, rischierebbero di saltare le garanzie di sicurezza offerte dagli Usa.

Un funzionario europeo, che ha preferito restare anonimo, ha raccontato che “le pressioni sono state molto forti, soprattutto nelle ultime settimane”. Da Washington si guarda al voto come a un segnale indispensabile per continuare a garantire sostegno militare e politico. “Gli americani vogliono vedere fatti concreti”, ha aggiunto la fonte.

Le difficoltà di un voto in tempo di guerra

Organizzare elezioni presidenziali in un Paese ancora in guerra è tutt’altro che semplice. Molte zone a est e a sud sono ancora sotto controllo russo o teatro di scontri. Secondo la Commissione elettorale centrale ucraina, circa 5 milioni di cittadini sono sfollati, dentro e fuori i confini nazionali. Il rischio che molti di loro non possano votare è alto. “Stiamo cercando soluzioni tecniche per far partecipare tutti”, ha detto un portavoce del governo di Kyiv.

Il referendum su un possibile accordo di pace è un altro tema spinoso. Zelensky aveva già chiarito mesi fa che nessuna decisione definitiva sarebbe stata presa senza coinvolgere direttamente la popolazione. “Sarà il popolo ucraino a scegliere il proprio destino”, aveva detto a fine gennaio in conferenza stampa.

Il peso simbolico del 24 febbraio

Annunciare il piano proprio il 24 febbraio non è solo una scelta di calendario. Quel giorno è scolpito nella memoria collettiva ucraina: nel 2022, all’alba, le truppe russe avevano varcato il confine dando il via a un conflitto su vasta scala. Da allora, ogni anniversario è un momento di riflessione ma anche di resistenza. “Vogliamo dimostrare che la democrazia non si ferma nemmeno sotto le bombe”, ha confidato un consigliere vicino a Zelensky.

Secondo alcuni analisti locali, questa scelta potrebbe rafforzare l’immagine del presidente come un leader capace di guidare il Paese nei momenti più duri. Ma non mancano le critiche: diverse forze di opposizione hanno già espresso dubbi sulla reale possibilità di tenere consultazioni in tempo di guerra.

Le reazioni oltreconfine e le incognite sul voto

A Bruxelles e nelle principali capitali europee la notizia è stata accolta con cautela. “Sosteniamo ogni passo verso il ritorno alla normalità istituzionale”, ha detto un portavoce della Commissione europea. Ma restano molte domande aperte: come si garantirà la sicurezza nei seggi? Come assicurare la trasparenza del voto in aree ancora instabili? E soprattutto, cosa conterrà esattamente il referendum?

Nel frattempo, a Kyiv si lavora a ritmi serrati. Gli uffici presidenziali sono impegnati a preparare i decreti necessari e a trattare con gli osservatori internazionali. “Non possiamo permetterci errori”, ha ammesso una fonte vicina al ministero dell’Interno.

Un bivio decisivo per l’Ucraina

Il 24 febbraio potrebbe diventare una data spartiacque per tutta la regione. Se verranno davvero annunciate le elezioni presidenziali e il referendum, l’Ucraina si troverà davanti a una doppia sfida: riaffermare la sua sovranità attraverso il voto e provare a trovare una via d’uscita a un conflitto ormai lungo quattro anni. “È una prova di maturità democratica”, ha sintetizzato uno degli organizzatori della campagna elettorale. Eppure, tra pressioni esterne e difficoltà interne, la strada resta in salita.