Tokyo, 12 febbraio 2026 – Le Borse asiatiche chiudono la giornata con risultati a macchia di leopardo, mentre gli investitori restano concentrati sulla crescita degli investimenti nell’intelligenza artificiale e sull’andamento delle trimestrali. Sullo sfondo, le tensioni geopolitiche e le recenti parole di Donald Trump continuano a influenzare il mercato. Ora tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della Federal Reserve, dopo i dati sul lavoro negli Stati Uniti diffusi la scorsa settimana.
Mercati asiatici: tra prudenza e attesa
A Tokyo, la seduta si chiude praticamente invariata. L’indice Nikkei perde solo lo 0,02%, rimanendo stabile rispetto a ieri. Gli operatori spiegano che il mercato giapponese ha proceduto con cautela, aspettando segnali più chiari sia dal settore tecnologico sia dalle banche centrali. “C’è molta incertezza su cosa farà la Fed, e questo si vede nei volumi ridotti”, ha detto un trader di Nomura poco dopo l’apertura.
Intanto, la divisa giapponese si è rafforzata sia sul dollaro – a quota 153,40 – sia sull’euro, che si attesta a 181,90. Secondo alcuni analisti di Mizuho Securities, questo movimento riflette la ricerca di asset più sicuri in un momento di volatilità globale.
Hong Kong e Mumbai in rosso, Seul vola
Altrove, la situazione è più agitata. A metà mattina, la Borsa di Hong Kong segna un calo dello 0,93%, soprattutto per le vendite sui titoli tecnologici e finanziari. Tra gli operatori locali si parla di una “pressione regolatoria crescente” che pesa sul settore tech.
Anche Mumbai chiude in flessione dello 0,5%. Fonti di BSE Limited riferiscono che gli investitori indiani preferiscono stare cauti, in attesa dei prossimi dati macro e delle incertezze legate alle elezioni locali.
Fa eccezione Seul, che guadagna il 3,1%. Il rialzo è spinto dai titoli legati all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori. “Il settore tecnologico sudcoreano continua a beneficiare degli investimenti globali sull’IA”, spiega un analista di Samsung Securities poco dopo l’apertura.
Cina in bilico tra piccoli passi avanti e attesa
Le piazze cinesi mostrano segnali contrastanti: Shanghai chiude con un modesto +0,05%, mentre Shenzhen fa un po’ meglio, segnando un +0,51%. Gli operatori sottolineano che il mercato sta ancora assorbendo le ultime misure di stimolo annunciate dal governo centrale. “Si aspetta con attenzione la produzione industriale della prossima settimana”, rivela un gestore di fondi di Pechino.
Fed e dati macro tengono banco
A livello globale, l’attenzione resta sulle prossime decisioni della Federal Reserve. I dati americani sul mercato del lavoro, usciti venerdì, mostrano una crescita moderata dell’occupazione e un leggero aumento dei salari. Per diversi esperti di Bloomberg Asia, questi numeri potrebbero spingere la Fed a mantenere un atteggiamento prudente sui tassi nelle prossime riunioni.
Intanto, nelle prossime ore sono attesi i dati sul Pil del Regno Unito, considerati un termometro importante per capire come sta l’economia europea dopo le recenti turbolenze. Dagli Stati Uniti arriveranno anche i dati sui sussidi di disoccupazione e sulle vendite delle case, elementi che potrebbero influenzare ulteriormente il sentiment dei mercati globali.
Geopolitica e Trump: la tensione resta alta
A pesare sul mercato restano le tensioni geopolitiche in Asia e Medio Oriente. Le ultime dichiarazioni di Donald Trump, che ha ribadito la necessità di una politica commerciale più dura verso la Cina, hanno riacceso i timori di nuove barriere tariffarie. “Il rischio geopolitico torna a essere centrale nelle strategie”, ammette un gestore di portafoglio a Singapore.
In questo clima, gli investitori preferiscono muoversi con prudenza, puntando su settori difensivi e titoli meno volatili. Solo nei prossimi giorni, con i nuovi dati macro e le prime indicazioni dalla Fed, si potrà capire se l’incertezza lascerà spazio a una direzione più chiara per le Borse asiatiche.
