Borsa europea in ribasso, Parigi resiste con un guadagno dello 0,33%

Borsa europea in ribasso, Parigi resiste con un guadagno dello 0,33%

Borsa europea in ribasso, Parigi resiste con un guadagno dello 0,33%

Matteo Rigamonti

Febbraio 12, 2026

Milano, 12 febbraio 2026 – Le borse europee hanno chiuso oggi una giornata altalenante, con risultati contrastanti e un clima di incertezza legato all’andamento di Wall Street. Solo Parigi è riuscita a chiudere in positivo, con un rialzo dello 0,33%. A Francoforte, invece, i guadagni della mattina sono svaniti, e il Dax ha chiuso praticamente invariato (-0,01%). Peggio è andata a Londra, che ha perso lo 0,67%.

Mercati europei in bilico dopo il calo di Wall Street

La giornata era iniziata con un po’ di ottimismo, spinta dall’attesa per i dati economici in arrivo dagli Stati Uniti e dai risultati trimestrali di alcune grandi società tecnologiche. Ma nel primo pomeriggio il cambio di rotta degli indici americani ha subito influenzato le borse europee. “Abbiamo visto una correzione improvvisa dopo l’apertura a New York”, ha raccontato un trader milanese poco dopo le 16. “Molti hanno scelto di alleggerire le posizioni, aspettando segnali più chiari dalla Federal Reserve”.

A Parigi, il Cac 40 ha tenuto meglio rispetto agli altri mercati, sostenuto soprattutto dai titoli del lusso e da alcune banche. L’indice ha chiuso intorno a quota 7.650 punti, con un +0,33%. “Il settore del lusso continua a godere della forte domanda asiatica”, ha spiegato un analista di Société Générale.

Francoforte e Londra: si chiude in rosso dopo una mattinata positiva

Diverso il quadro a Francoforte, dove il Dax era partito in rialzo ma ha perso terreno nel corso della giornata. Alla fine ha chiuso praticamente fermo, con un -0,01%. A pesare, secondo fonti di mercato, sono state le prese di beneficio su alcuni titoli industriali e dell’auto. “L’atmosfera resta prudente: gli investitori guardano con attenzione ai dati sull’inflazione e alle prossime mosse della BCE”, ha detto un gestore di fondi di Francoforte.

A Londra, invece, la giornata si è chiusa in calo dello 0,67%. Il Ftse 100 ha risentito delle vendite su titoli energetici e minerari, penalizzati anche dalla debolezza della sterlina. “Il mercato britannico resta fragile, soprattutto a causa delle oscillazioni delle materie prime”, ha osservato un operatore della City. Il cambio tra sterlina e dollaro si è mantenuto poco sopra 1,25.

Gli occhi degli investitori puntati su Wall Street

Il vero centro dell’attenzione resta oltreoceano. Il calo degli indici americani, in particolare del Nasdaq, ha avuto un impatto immediato sui listini europei. Secondo le prime analisi, a pesare sono state alcune prese di profitto sui titoli tecnologici, dopo i recenti record. “Il mercato teme che la Fed mantenga una linea prudente sui tassi”, ha confidato un analista di JP Morgan.

Intanto, tutti attendono con ansia i dati sull’inflazione negli Stati Uniti, in uscita domani. Un appuntamento che potrebbe influenzare le decisioni delle banche centrali e il tono dei mercati globali. “Siamo in una fase delicata: ogni dato può cambiare velocemente lo scenario”, ha aggiunto un gestore italiano.

Volumi bassi e volatilità in crescita

La giornata è stata segnata da scambi piuttosto contenuti. Secondo i dati di Borsa Italiana, i volumi sono rimasti sotto la media mensile, segno che molti preferiscono attendere prima di muoversi. La volatilità, invece, è tornata a salire: l’indice VStoxx – che misura l’incertezza sull’Eurostoxx 50 – è cresciuto del 4% rispetto a ieri.

In questo clima, gli esperti chiedono cautela. “Il quadro è ancora fragile: basta poco per cambiare rotta”, ha sottolineato un analista di Unicredit Markets. Solo allora, forse, si potrà capire se la correzione di oggi è solo una pausa o l’inizio di una fase più complicata per i mercati europei.

Per ora il bilancio è chiaro: solo Parigi si è tenuta al riparo dal rosso, mentre Francoforte e Londra hanno chiuso una giornata difficile. E tutti continuano a guardare con attenzione agli Stati Uniti e alle prossime mosse delle banche centrali.