Familiari delle vittime affrontano i Moretti all’arrivo per l’interrogatorio

Familiari delle vittime affrontano i Moretti all'arrivo per l'interrogatorio

Familiari delle vittime affrontano i Moretti all'arrivo per l'interrogatorio

Matteo Rigamonti

Febbraio 12, 2026

Ginevra, 12 febbraio 2026 – Una mattinata infuocata davanti all’aula universitaria del campus di Plainpalais ha visto un duro scontro tra i parenti delle vittime e i coniugi Moretti, proprietari del Constellation. Poco dopo le 9, era in programma l’interrogatorio di Jessica Moretti, indagata per il rogo che ha distrutto il locale la notte di Capodanno. La coppia è arrivata scortata dalla polizia, ma l’atmosfera è subito degenerata.

Urla e tensione all’ingresso: i familiari contro i proprietari

Chi era lì racconta di meno di dieci parenti delle vittime già in attesa quando, verso le 8.45, sono arrivati i Moretti. Da subito è scoppiato il caos: spintoni, grida, mani tese per fermare i coniugi. La polizia ha provato a tenere a distanza le parti, formando un cordone, ma per qualche momento la situazione è scappata di mano. “Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi e adesso basta!” ha urlato una donna, mamma di uno dei giovani morti nel rogo. Jacques Moretti, visibilmente scosso, ha risposto a voce alta: “No, non c’è mafia, sono un uomo che lavora”.

Il duro faccia a faccia: “Dov’è mio figlio?”

La tensione è cresciuta quando quella stessa madre ha puntato il dito contro Jacques, con domande cariche di dolore: “Dov’è mio figlio? Come fate a dormire? A mangiare? A respirare? Mio figlio dov’è?”. Un silenzio pesante è calato tra i presenti. Jacques ha abbassato lo sguardo, poi ha detto: “Mi dispiace, davvero, ci assumeremo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”. Gli avvocati hanno cercato di allontanare i loro clienti, mentre fuori dall’aula alcuni parenti piangevano a dirotto.

La strage del Constellation: il processo che scuote Ginevra

L’udienza di oggi è una tappa fondamentale nell’indagine sulla tragedia del Constellation, il discobar ginevrino dove, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, hanno perso la vita sette giovani tra i 18 e i 27 anni. Le indagini della polizia cantonale hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei coniugi Moretti, accusati di omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza. Dai primi accertamenti emergono gravi mancanze nei sistemi antincendio e nelle vie di fuga del locale.

Ginevra sotto choc: la città chiede risposte

La città è ancora sotto choc. Davanti al Constellation, chiuso da settimane, fiori, biglietti e foto delle vittime si accumulano giorno dopo giorno. “Non possiamo accettare che tutto finisca così”, dice un amico di una delle ragazze scomparse. La comunità vuole chiarezza e giustizia. Il sindaco Pierre Maillard ha dichiarato: “Siamo vicini alle famiglie e chiediamo che venga fatta piena luce su quanto successo”.

Cosa succede adesso: il futuro dell’inchiesta

L’interrogatorio di Jessica Moretti, previsto per questa mattina, si è svolto a porte chiuse. I difensori hanno ribadito la volontà dei loro clienti di collaborare con la magistratura. “Sono persone distrutte dal dolore e pronte a prendersi la responsabilità”, ha detto l’avvocato François Delacroix. Ora la Procura aspetta i risultati delle perizie sui materiali del locale e sulle condizioni degli impianti.

La prossima udienza è fissata per il 28 febbraio. Intanto, le famiglie continuano a chiedere giustizia e verità. Un’attesa che si fa ogni giorno più difficile da sopportare.