Roma, 12 febbraio 2026 – Si è acceso questa mattina alla Camera il dibattito su sicurezza e immigrazione, con il capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ha chiesto senza mezzi termini alle opposizioni di sostenere il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. L’intervento, poco dopo le 10 nell’emiciclo di Montecitorio, ha segnato un nuovo capitolo in una discussione che ormai da mesi divide maggioranza e minoranza.
Fratelli d’Italia spinge per il via libera al ddl sicurezza
“Agiamo e approviamo il ddl licenziato ieri”, ha esordito Bignami, rivolgendosi direttamente ai banchi delle opposizioni. Il riferimento è al testo varato dal governo nelle ultime ore, che punta su immigrazione, legalità e sicurezza. Il deputato non ha lasciato spazio a dubbi: “Chiediamo alle opposizioni di iscrivere subito il ddl su questi temi”.
L’atmosfera in Aula si è fatta subito tesa. Bignami ha rincarato la dose: “Dopo anni di negare il problema, adesso scoprite la sicurezza. Vediamo se siete pronti a votare norme che superano quegli atti voluti da certi magistrati contro chi, minacciato nella propria incolumità, reagisce sparando a clandestini che spacciano morte”. Parole che hanno scatenato reazioni immediate nel centrosinistra, con alcuni deputati che scuotevano la testa o mormoravano tra loro.
Immigrazione sotto controllo e difesa delle forze dell’ordine
Il capogruppo di FdI ha rilanciato: “Se siete a favore di un’immigrazione controllata e non clandestina, votate a favore! Se volete tutelare le nostre forze dell’ordine, votate a favore”. Le sue parole, pronunciate con tono deciso, hanno attirato l’attenzione di molti parlamentari, intenti a prendere appunti o a consultare il testo del provvedimento.
La richiesta è stata chiara e senza giri di parole: “Iscriviamo subito il ddl nella prossima capigruppo e vediamo chi davvero vuole la sicurezza e chi invece ne parla senza averla mai praticata”. Un invito a mettersi faccia a faccia, senza filtri. Dalla maggioranza sono arrivati segnali di assenso, mentre dall’opposizione si respirava un certo distacco.
Le opposizioni frenano e il calendario resta incerto
Fonti parlamentari raccolte nei corridoi di Montecitorio raccontano di perplessità tra le opposizioni, con il Partito Democratico in prima fila. “Non si risolve una questione così delicata con lo scontro frontale”, ha detto un deputato dem poco dopo l’intervento di Bignami. Altri esponenti della minoranza temono che il provvedimento possa alimentare tensioni sociali e colpire intere categorie.
Sul fronte procedurale, la richiesta di iscrivere il ddl alla prossima conferenza dei capigruppo potrebbe accelerare l’iter. Ma, secondo fonti della presidenza della Camera, ancora non c’è una data precisa per la discussione in Aula. Nel frattempo, si rincorrono voci su possibili modifiche e emendamenti al testo.
La legittima difesa al centro della polemica
Il nodo più caldo resta la questione della legittima difesa e delle garanzie per chi reagisce a minacce o aggressioni. Bignami ha puntato il dito contro “quelle norme che certi magistrati applicano”, riferendosi a sentenze su persone che hanno sparato contro presunti spacciatori. Un tema che fa discutere da anni giuristi e opinione pubblica.
Le prime indiscrezioni sul ddl parlano di un rafforzamento dei poteri per le forze dell’ordine e pene più dure per chi spaccia droga. Ma non mancano dubbi sulla compatibilità di alcune misure con la Costituzione: “Serve un equilibrio tra sicurezza e diritti”, ha commentato un esponente di +Europa.
Lo sguardo al futuro: il confronto in Aula
Il prossimo appuntamento è la conferenza dei capigruppo, dove si deciderà se e quando calendarizzare il ddl. Nel frattempo, il governo cerca di unire la maggioranza e mettere le opposizioni davanti a un bivio: appoggiare o bocciare il pacchetto sicurezza.
“Vediamo chi vuole davvero la sicurezza”, ha chiuso Bignami, uscendo dall’Aula poco prima delle 11. La partita è ancora aperta. Nei prossimi giorni, tra commissioni, dichiarazioni e possibili proteste, questo tema tornerà a far parlare di sé.
