Fontana sotto attacco: il ddl immigrazione riduce i poteri di controllo dei parlamentari

Fontana sotto attacco: il ddl immigrazione riduce i poteri di controllo dei parlamentari

Fontana sotto attacco: il ddl immigrazione riduce i poteri di controllo dei parlamentari

Matteo Rigamonti

Febbraio 12, 2026

Roma, 12 febbraio 2026 – Si è acceso oggi alla Camera il dibattito sul ddl immigrazione approvato dal Consiglio dei ministri. A scatenare la discussione è stata la preoccupazione di diversi deputati per una norma che, a loro avviso, restringerebbe i poteri ispettivi dei parlamentari nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr). La questione è emersa nella seduta mattutina, quando Riccardo Magi, deputato di +Europa, ha chiesto al presidente della Camera un intervento diretto per togliere quella disposizione.

Un attacco alle prerogative parlamentari?

Magi non ha usato mezzi termini: la norma “limita una prerogativa parlamentare che ha radici nella Costituzione”. Il riferimento è all’articolo 67, che garantisce ai parlamentari la libertà di agire senza vincoli o restrizioni ingiustificate. “Leggendo il ddl sull’immigrazione – ha spiegato in Aula – siamo rimasti sconcertati: c’è una norma che vuole ridurre i poteri ispettivi dei parlamentari nei centri di detenzione per migranti”.

La richiesta è stata rivolta al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per difendere un diritto fondamentale del Parlamento: il controllo. “Chiediamo che il presidente tolga questa norma”, ha ribadito Magi, sottolineando che non si tratta solo di un problema per l’opposizione, ma di un tema che riguarda l’intero sistema democratico.

Cpr, la trasparenza che manca

I Cpr, luoghi dove vengono trattenuti i migranti in attesa di rimpatrio, tornano così al centro del dibattito politico. Francesca Ghirra, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, li ha definiti “buchi neri del diritto”, accusando il governo di voler “negare ai parlamentari la possibilità di controllare le condizioni in cui vengono trattenute persone che non hanno commesso reati”. Una posizione che trova consenso anche in altri gruppi dell’opposizione.

Secondo quanto si sa finora, la norma inserita nel ddl prevede procedure più rigide per l’accesso dei parlamentari ai Cpr, limitando le visite senza preavviso e imponendo vincoli formali. Per i critici, questo ridurrebbe la trasparenza sulle condizioni di detenzione e sulle modalità di trattenimento.

Le opposizioni alzano la voce

Dal Partito Democratico, Matteo Mauri, ex sottosegretario all’Interno, ha denunciato: “Si limita in modo pesante il diritto dei parlamentari di entrare nei Cpr e vedere con i propri occhi cosa succede”. Mauri ha definito la situazione “molto grave” e ha lanciato un appello ai presidenti delle Camere, in particolare a Fontana: “Devono difendere i diritti democratici dei parlamentari”. Per lui, serve “una retromarcia” da parte del governo su questo punto.

Anche Alfonso Colucci del Movimento 5 Stelle ha espresso preoccupazione: “Il Parlamento deve poter esercitare il suo diritto di controllo”, ha detto in Aula. Per Colucci, le ispezioni senza preavviso sono uno strumento essenziale per garantire il rispetto dei diritti fondamentali delle persone trattenute nei Cpr.

Il governo resta in silenzio

Finora, dal governo non sono arrivate risposte ufficiali alle richieste delle opposizioni. Fonti della maggioranza spiegano che la norma è stata inserita per motivi di sicurezza e per evitare interferenze nelle attività dei centri. Ma non sono stati forniti dettagli su come verranno gestiti i nuovi accessi.

La partita è ancora aperta. Nei prossimi giorni sono attese nuove prese di posizione da parte dei partiti, ma anche da associazioni e gruppi che si occupano di diritti umani. Il ddl immigrazione andrà avanti nelle commissioni competenti: solo allora si capirà se quella norma verrà cambiata o confermata.

Per ora, resta uno dei punti più caldi dello scontro tra governo e opposizioni: i poteri ispettivi dei parlamentari nei Cpr sono al centro del confronto su come gestire l’immigrazione e tutelare le garanzie costituzionali.