Milano, 12 febbraio 2026 – Il prezzo del gas ha iniziato la settimana in rialzo. Stamattina, alle 9:30, sulla piazza di Amsterdam le quotazioni hanno segnato un +2,2%, toccando i 32,90 euro al megawattora. Un aumento che, spiegano gli operatori, è legato sia alle tensioni geopolitiche in corso sia all’incertezza sulle condizioni climatiche in Europa.
Gas in rialzo ad Amsterdam: cosa c’è dietro
Il mercato europeo del gas, soprattutto quello olandese del TTF – il riferimento principale per il continente – è sotto pressione da settimane. Secondo gli analisti di Refinitiv e Bloomberg, il recente aumento dei prezzi deriva da due fattori principali: da una parte, i timori per la stabilità delle forniture, strettamente legati alle tensioni tra Russia e Ucraina; dall’altra, le previsioni di un ritorno del freddo su gran parte dell’Europa centrale e settentrionale.
“Il mercato è molto sensibile sia alle notizie geopolitiche che ai cambiamenti del tempo”, ci ha detto stamattina un trader della City di Londra, raggiunto al telefono. “Basta una dichiarazione fuori posto o l’arrivo di una perturbazione e la volatilità si scatena”.
Tensioni geopolitiche e timori sulle forniture
Negli ultimi giorni, la situazione ai confini orientali dell’Europa è tornata a farsi tesa. Il Ministero degli Esteri olandese ha segnalato come le recenti esercitazioni militari russe e le dichiarazioni di Mosca sulla sicurezza energetica abbiano riacceso i timori di possibili interruzioni nelle forniture di gas naturale verso l’Unione Europea. Anche se per ora non si registrano tagli concreti, il solo rischio percepito ha già fatto muovere i mercati.
Un operatore italiano, che ha preferito restare anonimo, ci ha confidato: “Ogni volta che si parla di crisi ai confini orientali, il mercato reagisce d’istinto. Nessuno vuole restare scoperto se succede qualcosa di serio”.
Il clima incerto spinge la domanda
A influire sul prezzo del gas è anche il meteo. Dopo un gennaio insolitamente mite, le previsioni per la seconda metà di febbraio indicano un possibile calo delle temperature in Germania, Francia e nel Nord Italia. “Se il freddo arriva davvero, la domanda di gas per il riscaldamento potrebbe salire rapidamente”, spiega un meteorologo dell’istituto tedesco DWD.
Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi europei sono ancora abbastanza pieni – intorno al 65% della capacità totale – ma se il clima peggiora, la situazione potrebbe cambiare in poche settimane.
Cosa significa per i consumatori e il futuro prossimo
L’aumento del gas ad Amsterdam si fa sentire anche sui mercati nazionali. In Italia, secondo l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), i prezzi all’ingrosso sono tornati a salire dopo una breve pausa di stabilità. Le associazioni dei consumatori temono che, se questa tendenza continua, le bollette domestiche potrebbero aumentare già dal mese prossimo.
“Siamo preoccupati per l’effetto a catena che questi aumenti possono avere su famiglie e imprese, soprattutto in un momento di ripresa economica ancora fragile”, ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Volatilità in arrivo: occhi puntati sulle prossime settimane
Gli esperti mettono in guardia. “Il mercato del gas resta molto instabile”, spiega un analista di S&P Global Commodity Insights. “Tutto dipenderà da come evolveranno le tensioni geopolitiche e il meteo. Solo allora capiremo se questo rialzo durerà o se è solo un picco passeggero”.
Per ora, dunque, tutti gli occhi sono su Amsterdam e sulle mosse dei grandi fornitori. In attesa che il clima – e la diplomazia internazionale – diano qualche segnale più chiaro.
