Bordighera, 12 febbraio 2026 – Il padre di Beatrice Rao, la bimba di due anni trovata senza vita nel suo lettino lunedì mattina in una villetta di strada Morghe, chiede a gran voce chiarezza sulle cause del decesso. «Voglio sapere come è morta Bea. Sono disperato», ha detto Maurizio Rao, ora in carcere, al suo avvocato e ai giornalisti del Secolo XIX. La madre di Beatrice, Manuela Aiello, è stata arrestata con l’accusa di omicidio preterintenzionale e si trova detenuta nel carcere di Pontedecimo, a Genova.
La mattina della tragedia: cosa è successo davvero
Secondo gli inquirenti, lunedì 9 febbraio, intorno alle 7.30, la madre avrebbe chiamato il 118: «Venite, mia figlia non si muove più, è nel letto», avrebbe detto ai soccorritori. Quando i soccorsi sono arrivati, Beatrice era già morta. Il medico legale Andrea Leoncini ha trovato sul corpo della bambina numerose ecchimosi, abrasioni e piccole ferite, alcune anche sul volto. La villetta sulla collina di Montenero è stata subito sequestrata. Gli investigatori sono tornati per un secondo sopralluogo e hanno portato via diversi oggetti, alla ricerca di quello che potrebbe aver causato i danni alla piccola.
Versioni contrastanti e i dubbi sulla madre
Manuela Aiello, tramite il suo avvocato, continua a negare ogni responsabilità. Ha detto agli investigatori di essere uscita lasciando le figlie da sole e di aver trovato Beatrice in gravi condizioni al suo ritorno. Ha raccontato anche che la bambina era caduta dalle scale qualche giorno prima, ma senza conseguenze evidenti. Peccato che le immagini delle telecamere intorno alla villetta smentirebbero questa versione: secondo gli inquirenti, la madre non sarebbe mai uscita nelle ore prima della morte della figlia.
Il padre vuole partecipare all’autopsia
Maurizio Rao è in carcere da cinque mesi, dopo che gli è stato revocato l’affidamento in prova a seguito di una denuncia della ex compagna. Attraverso il suo legale, Mario Ventimiglia, ha chiesto di poter avere un consulente di parte durante l’autopsia. «Mi ha chiesto di fare tutto il possibile per capire cosa è successo nella villetta dove viveva sua figlia», spiega Ventimiglia. Rao vuole risposte precise sulle cause della morte e su eventuali responsabilità.
Famiglia sotto osservazione, occhi puntati sulle prossime mosse
La situazione in famiglia è complicata. Manuela Aiello doveva affrontare nelle prossime settimane un’udienza per l’affidamento delle tre figlie: Beatrice e le due sorelle più grandi, di 9 e 10 anni. In casa vive anche un altro figlio della donna, nato da una relazione precedente. Fonti investigative confermano che i servizi sociali seguivano da tempo la famiglia.
L’autopsia sulla piccola Beatrice sarà eseguita a breve all’ospedale San Martino di Genova. I risultati saranno fondamentali per chiarire le cause della morte e per capire se ci sono responsabilità penali. Intanto, Manuela Aiello resta sotto stretta sorveglianza nel carcere di Pontedecimo.
Il silenzio della comunità e l’attesa di risposte
A Bordighera la notizia ha colpito duro. Nel quartiere di strada Morghe, tra le villette immerse nel verde della collina di Montenero, i vicini dicono di non aver notato nulla di strano nei giorni prima della tragedia. «Non abbiamo sentito urla o rumori strani», racconta una residente che vive poco lontano dalla casa sequestrata dai carabinieri.
Le indagini non si fermano. Gli investigatori stanno ricostruendo ogni dettaglio, passando al setaccio testimonianze, amici, parenti e le immagini delle telecamere intorno alla villetta. Solo l’esito dell’autopsia potrà dare risposte certe sulla morte della piccola Beatrice Rao. Nel frattempo, il padre aspetta, dal carcere, di conoscere finalmente la verità su quanto è successo a sua figlia.
