Milano, 12 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso oggi a 60,6 punti base, segnando una sostanziale conferma della tendenza vista nelle ultime settimane sui mercati. Il rendimento del Btp decennale si è fermato al 3,38%, appena sotto il 3,39% di ieri. Un piccolo passo indietro che, secondo gli addetti ai lavori a Piazza Affari, riflette la prudenza degli investitori e le attese sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea.
Spread stabile, ma occhi puntati sui mercati
La giornata di contrattazioni a Milano è partita con prudenza, in attesa dei dati macroeconomici in arrivo da Bruxelles e Francoforte. Lo spread, ovvero la differenza tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi, resta sotto la lente degli analisti. “Questo livello – ha spiegato un trader di una banca d’investimento – indica una fase di relativa calma sul mercato obbligazionario dell’Eurozona”.
A 60,6 punti base, lo spread viene letto come un segnale di fiducia verso l’Italia, almeno nel breve periodo. Non molto tempo fa era passato sopra quota 70, facendo scattare qualche campanello d’allarme su possibili tensioni tra Roma e Bruxelles. Oggi, invece, sembra esserci più serenità.
Btp decennale: rendimento in lieve discesa
Il rendimento del Btp a 10 anni è sceso leggermente, al 3,38%, un decimo di punto in meno rispetto a mercoledì. Per gli esperti sentiti da alanews.it, questo dato riflette la stabilità dei conti pubblici e la speranza che la BCE possa abbassare i tassi nei prossimi mesi. “Gli investitori puntano su una politica monetaria meno rigida”, ha spiegato un gestore di fondi milanese.
Anche se il calo è modesto, viene visto come una buona notizia per il Tesoro, che nelle prossime settimane dovrà mettere sul mercato nuovi titoli. “Un costo del debito più basso aiuta a gestire meglio le finanze pubbliche”, ha detto un funzionario del Ministero dell’Economia.
Mercati tranquilli, attesa per la BCE
In sala operativa, la giornata è trascorsa senza scossoni particolari. I desk delle banche d’affari hanno lavorato con volumi nella norma e poca volatilità sui titoli di Stato italiani. “Non è arrivata nessuna notizia capace di far muovere il mercato”, ha ammesso un analista di Piazza Affari verso le 17.30.
Tutti guardano ora alle prossime decisioni della BCE e alle possibili revisioni delle stime di crescita per l’Eurozona. Secondo i primi racconti raccolti tra gli operatori, l’umore è ancora prudente. “Finché Francoforte non darà segnali chiari – ha detto un trader – lo spread resterà stabile”.
Cosa significa per famiglie e imprese
Lo spread e i rendimenti dei Btp hanno effetti concreti anche per chi vive e lavora in Italia. Un differenziale basso significa meno costi per lo Stato e, di riflesso, condizioni più facili per chi cerca credito. “Se il costo del debito resta sotto controllo – ha sottolineato un consulente finanziario di via Monte Napoleone – anche mutui e prestiti alle aziende possono diventare più accessibili”.
Ma la situazione può cambiare in fretta. Gli analisti avvertono di non abbassare la guardia: “Basta poco per far saltare l’equilibrio”, ha ricordato un economista della Bocconi. Eventuali tensioni politiche o dati macro negativi potrebbero riaccendere la volatilità.
Febbraio, mese chiave per il Tesoro
Nel calendario del Ministero dell’Economia, febbraio è un mese importante per le aste di titoli di Stato. Sono in programma diversi collocamenti di Btp e Bot, con l’obiettivo di finanziare il fabbisogno senza alzare troppo il costo del debito. “La domanda è solida”, ha assicurato una fonte vicina al Tesoro, “ma la vigilanza resta alta”.
In sintesi, la chiusura di oggi con lo spread a 60,6 punti base e il rendimento del Btp decennale al 3,38% confermano una fase di relativa calma per i titoli italiani. Gli operatori però restano in attesa delle mosse della BCE e dei dati macro europei, consapevoli che il mercato può cambiare direzione in fretta.
