Bruxelles, 12 febbraio 2026 – L’Europa è a un bivio. La richiesta di agire con chiarezza arriva forte e chiara dal presidente francese Emmanuel Macron, che stamattina, al castello di Alden Biesen, ha incontrato il cancelliere tedesco Friedrich Merz. L’incontro è avvenuto durante un punto stampa, a poche ore dal pre-vertice e dal summit dei leader dell’Unione Europea. “Siamo uniti da un senso di urgenza”, ha detto Macron, sottolineando come le sfide internazionali e interne spingano a una risposta rapida e coordinata da parte dei Ventisette.
Macron e Merz: pressing per decisioni subito
Macron non ha girato intorno al problema: “La priorità ora è agire subito su quello che abbiamo già deciso”. Un messaggio forte, che trova conferma nel cancelliere Merz, al suo fianco nella sala affrescata del castello, davanti ai microfoni delle principali testate europee. Chi ha seguito l’incontro parla di un clima “costruttivo ma deciso”. L’obiettivo è chiaro: decisioni concrete entro giugno, senza altri rinvii.
Accelerare o ricorrere alle cooperazioni rafforzate
Il nodo resta la velocità. “Dobbiamo andare veloci, con decisioni precise entro giugno”, ha ribadito Macron. Se non si riuscirà a muoversi insieme a 27, si userà lo strumento delle cooperazioni rafforzate. Un meccanismo previsto dai trattati che permette a gruppi di Paesi di andare avanti su temi specifici, lasciando indietro chi non vuole o non può aderire subito. “Così potremo muoverci più rapidamente”, ha detto Macron, quasi a mettere in guardia chi ancora è indeciso.
I dossier caldi: sicurezza, economia e allargamento
Al summit, che si apre alle 15 nella sede del Consiglio europeo, ci sono temi pesanti sul tavolo. Sicurezza comune, gestione delle crisi ai confini orientali, rilancio dell’economia e discussione sull’allargamento a nuovi membri. Fonti diplomatiche parlano di una forte pressione franco-tedesca per sbloccare i fondi per la difesa e rafforzare la risposta europea alle tensioni internazionali. “Non possiamo permetterci di stare fermi”, confida un funzionario vicino a Macron.
Giugno, la scadenza che conta
Il termine di giugno non è casuale. Nei corridoi delle istituzioni si sente l’attesa per le elezioni europee dell’autunno. Solo allora, spiegano alcuni osservatori, il quadro politico potrebbe cambiare del tutto. “Se non decidiamo ora, rischiamo di perdere slancio”, ammette un diplomatico tedesco prima dell’avvio dei lavori preparatori. Ma le divisioni tra i Ventisette restano evidenti, soprattutto su migranti e regole fiscali.
Leader divisi tra sostegno e timori
Tra i leader Ue, alcuni accolgono con favore il pressing franco-tedesco, altri temono che le cooperazioni rafforzate creino nuove spaccature. “Serve unità, ma anche pragmatismo”, ha detto la premier spagnola María Sánchez arrivando a Bruxelles. Il sentimento diffuso è che la finestra per agire sia stretta e che ogni ritardo metta a rischio la credibilità dell’Unione.
Verso il summit: tensione ma voglia di confronto
I delegati si preparano al confronto pomeridiano in un clima teso ma aperto al dialogo. Macron e Merz hanno lasciato il castello poco dopo le 11.30, diretti al Consiglio europeo. Le prossime ore saranno decisive per capire se l’appello alla chiarezza e alla rapidità sarà ascoltato dai Ventisette o se, ancora una volta, prevarranno le logiche del rinvio. La posta in gioco resta alta: sicurezza, economia, coesione interna. E oggi più che mai, l’Europa è chiamata a scegliere la sua strada.
