Meloni: l’Ue deve ripensare in grande, il tempo stringe

Meloni: l'Ue deve ripensare in grande, il tempo stringe

Meloni: l'Ue deve ripensare in grande, il tempo stringe

Matteo Rigamonti

Febbraio 12, 2026

Bruxelles, 12 febbraio 2026 – Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ha lanciato un messaggio chiaro ai partner europei questa mattina, poco prima dell’apertura del vertice Ue nella capitale belga. “La sfida è capire se l’Unione europea è in grado di dare risposte concrete e immediate sulla competitività, perché il tempo è finito. E se vuole tornare a pensare in grande, come noi speriamo”, ha detto Meloni ai giornalisti, intorno alle 9.30, nel cortile del Justus Lipsius Building. Un appello che arriva in un momento delicato per l’Europa, divisa tra la necessità di rilanciare la crescita e le tensioni su dossier chiave.

Competitività europea, il vero banco di prova del vertice

Al centro del confronto tra i leader oggi a Bruxelles c’è proprio la competitività. Un tema che, secondo Meloni, non si può più rimandare. “Non c’è più tempo da perdere”, ha ribadito la premier, sottolineando la pressione che arriva da Stati Uniti e Cina. Per questo, ha detto, l’Europa deve “tornare a pensare in grande”. L’Italia chiede “risposte concrete”, non solo parole o promesse, ha spiegato.

Dietro le quinte, fonti italiane parlano di un obiettivo chiaro: impegni precisi per investimenti comuni e meno burocrazia per le imprese. “Serve una svolta vera”, ha confidato un funzionario vicino a Palazzo Chigi. Per Roma, il rischio è che l’Europa resti indietro rispetto ai grandi blocchi economici mondiali.

Italia spinge per investimenti e regole più semplici

Nel dettaglio, l’Italia vuole che l’Unione europea metta sul piatto nuove risorse per aiutare la transizione digitale e verde delle aziende. “Le nostre imprese hanno bisogno di strumenti concreti”, ha detto Meloni ai giornalisti italiani a Bruxelles. Il governo insiste anche sulla necessità di snellire la burocrazia e rendere più accessibile il mercato unico.

Secondo le prime voci raccolte tra i delegati italiani, Roma punta a un fondo europeo per la competitività, finanziato con risorse comuni. Ma l’idea divide: alcuni Paesi del Nord sono prudenti rispetto a nuovi strumenti finanziari condivisi. “Siamo pronti a discutere, ma vogliamo garanzie sull’efficacia delle misure”, ha spiegato un diplomatico olandese.

Un’Europa in bilico tra sfide esterne e tensioni interne

Il vertice arriva in un momento complicato per l’Unione europea. Da una parte, la concorrenza internazionale si fa sempre più dura: gli Stati Uniti hanno varato nuovi incentivi per l’industria, mentre la Cina continua a investire pesantemente in tecnologia e infrastrutture. Dall’altra, dentro l’Ue restano forti divergenze su come finanziare la crescita e su quali settori puntare.

Meloni ha messo in chiaro che “serve una visione comune” per non perdere terreno. “Non possiamo permetterci divisioni”, ha aggiunto rispondendo alle domande sulle tensioni tra i Paesi membri. Solo così, ha lasciato intendere, si potrà rilanciare davvero il progetto europeo.

Le prossime ore: attesa per le decisioni

I lavori del vertice andranno avanti fino a sera. Sul tavolo anche temi caldi come sicurezza energetica e gestione dei flussi migratori. Ma la partita principale resta quella della competitività. “Ci aspettiamo risultati concreti già nelle prossime settimane”, ha detto un membro della delegazione italiana.

Nel pomeriggio è prevista una conferenza stampa congiunta dei leader europei. Fonti di Palazzo Chigi confermano che Meloni ribadirà la posizione italiana e chiederà tempi certi per mettere in pratica le misure discusse oggi. “L’Italia farà la sua parte”, ha assicurato la premier poco prima di entrare in sala.

Stasera, tutti gli occhi saranno puntati su Bruxelles. La domanda resta: l’Unione europea saprà davvero “pensare in grande”, come ha chiesto Meloni? Per ora, la risposta è nelle trattative a porte chiuse e nelle decisioni che arriveranno nelle prossime ore.