Milano in calo: il risparmio gestito affonda Fineco e Mediolanum

Milano in calo: il risparmio gestito affonda Fineco e Mediolanum

Milano in calo: il risparmio gestito affonda Fineco e Mediolanum

Giada Liguori

Febbraio 12, 2026

Milano, 12 febbraio 2026 – La Borsa di Milano ha chiuso oggi in calo dello 0,62%, scendendo a 46.510 punti. La seduta è stata segnata da forti vendite che hanno travolto il settore europeo del risparmio gestito. Il motivo principale? L’arrivo di nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale applicata alla gestione degli investimenti. Questo ha creato incertezza tra gli operatori, spingendo molti a ridurre l’esposizione su titoli finanziari e assicurativi.

Risparmio gestito in caduta libera

La giornata si è aperta con una vera e propria ondata di vendite su società come Fineco, che ha perso il 9%, e Mediolanum, in calo del 9,5%. Male anche Banca Generali, che ha chiuso a -7,6%, nonostante i risultati 2025 pubblicati da poco. Anche Azimut ha ceduto il 4,5%. Diversi analisti sentiti in mattinata hanno spiegato che la diffusione di nuove piattaforme di AI per la gestione patrimoniale sta spaventando il mercato. La paura è che questa rivoluzione tecnologica possa mettere a rischio i modelli di business tradizionali. “Il mercato teme che l’automazione tagli i margini delle società di gestione”, ha commentato un trader milanese poco dopo le 15.

Banche e assicurazioni sotto assedio

La debolezza ha contagiato anche le grandi banche italiane: Mediobanca ha lasciato sul terreno il 3,4%, Mps il 3,1%. In calo anche Intesa Sanpaolo (-2,6%) e Unicredit (-2,5%). Nel settore assicurativo, giornata difficile per Unipol (-3,1%) e Generali (-2,4%). Gli operatori restano cauti, in attesa di capire se l’impatto delle nuove tecnologie sarà duraturo o solo un passaggio momentaneo. “C’è molta incertezza su come reagiranno i clienti e sulle strategie che adotteranno le società”, ha raccontato un gestore di portafoglio nel pomeriggio.

Spread stabile, rendimenti in discesa

Sul fronte dei titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund si è mantenuto stabile a 60,6 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano è sceso al 3,39%. Un segnale di una certa tenuta del mercato obbligazionario, nonostante le turbolenze sul mercato azionario. Secondo i primi commenti degli operatori, la domanda di titoli di Stato resta solida, sostenuta dalle aspettative di una politica monetaria ancora morbida da parte della BCE.

Pochi segnali positivi, spicca Ferrari

Qualche luce, però, non è mancata. Su tutte, Ferrari ha chiuso in rialzo del 4%, confermandosi una delle blue chip più forti della giornata. Bene anche Italgas (+3,5%), Tenaris (+3,2%) e Stm (+2,9%). Positivi anche i segnali da Campari (+1,9%) e Tim (+1,8%), quest’ultima nel giorno della pubblicazione dei conti della controllata brasiliana. In crescita anche Stellantis (+1,3%) e Moncler (+1,1%), mentre Fincantieri è rimasta praticamente stabile (-0,5%) alla vigilia del capital market day.

L’Europa guarda con preoccupazione

Anche le altre piazze europee hanno vissuto una giornata difficile, ma Milano si è distinta per la maggiore debolezza. Gli occhi degli operatori sono ora puntati sulle prossime mosse delle società di risparmio gestito e sulle decisioni dei regolatori riguardo i nuovi strumenti di intelligenza artificiale. “Serve chiarezza nelle regole e trasparenza sui rischi”, ha sottolineato un analista di Piazza Affari. Solo allora si potrà capire se la correzione di oggi è un semplice aggiustamento o l’inizio di un periodo più complicato per il settore finanziario italiano ed europeo.