Orban: rilanciare l’economia con aiuti Ue a Kiev e riduzione dei prezzi dell’energia

Orban: rilanciare l'economia con aiuti Ue a Kiev e riduzione dei prezzi dell'energia

Orban: rilanciare l'economia con aiuti Ue a Kiev e riduzione dei prezzi dell'energia

Matteo Rigamonti

Febbraio 12, 2026

Bruxelles, 12 febbraio 2026 – Viktor Orban, primo ministro ungherese, non ha usato mezzi termini al suo arrivo al vertice informale dei leader europei: “Cosa conviene davvero al business? Primo, la pace. Secondo, non mandate i vostri soldi altrove se vi servono per restare competitivi. Quindi niente soldi all’Ucraina. Terzo, abbassate il più possibile il prezzo dell’energia”. Un messaggio chiaro, lanciato poco dopo le 9 davanti ai giornalisti, che riapre il dibattito sulle priorità dell’Unione in un momento di crescenti tensioni a Est.

Orban mette il freno sugli aiuti a Kiev

La posizione di Orban – già nota per la sua critica alle sanzioni contro la Russia e al sostegno militare all’Ucraina – si è fatta ancora più netta. “Non mandate soldi all’Ucraina”, ha ribadito, sottolineando che la priorità deve restare la competitività economica dei singoli Paesi. Parole che arrivano mentre i leader europei discutono ancora di un nuovo pacchetto di aiuti per Kiev, in guerra con Mosca da oltre due anni.

Fonti diplomatiche raccontano che l’Ungheria ha espresso già da settimane forti dubbi su un possibile nuovo fondo da 50 miliardi di euro. “Prima la pace”, ha detto Orban, lasciando capire che senza un accordo diplomatico rischiamo di mettere a rischio la stabilità economica di tutta l’Europa.

Energia e competitività al centro del confronto

Non solo Ucraina. Nel breve scambio con i giornalisti, Orban ha puntato il dito anche contro il caro energia. “Riducete e tagliate il più possibile i prezzi dell’energia”, ha detto, legando la questione alla capacità delle imprese europee di restare sul mercato globale. Un tema che, secondo molti osservatori, rischia di dividere ancora di più i Paesi: da una parte chi spinge per una transizione verde più veloce, dall’altra – come l’Ungheria – chi vuole più tempo.

Il premier magiaro ha spesso criticato le politiche climatiche dell’UE, considerate troppo pesanti per le economie dell’Est. “Serve pragmatismo”, avrebbe detto a margine del vertice un funzionario vicino alla delegazione ungherese. Solo così, secondo Budapest, si potrà parlare davvero di crescita e lavoro.

Reazioni e tensioni tra i leader

Le parole di Orban non sono passate inosservate. Una fonte francese presente al vertice racconta che diversi leader hanno mostrato “preoccupazione” per la posizione ungherese, vista come troppo isolazionista proprio mentre l’UE cerca unità. “Aiutare l’Ucraina resta una priorità”, ha ribadito il cancelliere tedesco Olaf Scholz entrando nella sala riunioni. Ma la spaccatura tra Est e Ovest sembra destinata a pesare ancora.

Nel pomeriggio è in programma un faccia a faccia tra Orban e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Sullo sfondo c’è il rischio che un veto ungherese possa rallentare o bloccare nuovi fondi per Kiev. “Siamo pronti a parlare”, ha detto una fonte della presidenza belga del Consiglio UE, lasciando capire che le trattative saranno dure fino all’ultimo.

La guerra in Ucraina e le difficoltà dell’economia europea

Il vertice arriva in un momento delicato. La guerra in Ucraina va avanti senza segnali di tregua e l’economia europea rallenta. Secondo i dati Eurostat usciti la scorsa settimana, la crescita nell’area euro si è fermata allo 0,2% nell’ultimo trimestre del 2025. Un dato che preoccupa soprattutto i Paesi più esposti agli aumenti dell’energia e agli effetti del conflitto.

Orban da mesi insiste su un “realismo economico”. “Non possiamo permetterci di perdere competitività”, ha ripetuto anche oggi ai microfoni. Una linea che piace ad alcuni governi dell’Est, ma che rischia di complicare ancora di più le decisioni dell’Unione.

Cosa succede nelle prossime ore

Durante la giornata sono previsti incontri bilaterali e una cena informale tra i capi di Stato e di governo. L’obiettivo della presidenza belga è trovare un’intesa sugli aiuti all’Ucraina e sull’energia. Ma la strada sembra in salita.

“Serve unità”, ha detto il premier italiano Giorgia Meloni stamattina, senza nascondere le difficoltà del momento. Solo nelle prossime ore si vedrà se l’appello alla coesione europea riuscirà a superare le resistenze emerse oggi a Bruxelles.