Bruxelles, 12 febbraio 2026 – Si è chiuso oggi, nel primo pomeriggio, il pre-summit europeo sulla competitività al castello di Alden Biesen, in Belgio. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti di Italia, Germania e Belgio, che hanno promosso l’iniziativa, insieme a una vasta delegazione di altri Paesi Ue. Presenti anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e i ministri di Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia e Svezia. Il confronto, convocato poche ore prima del vertice ufficiale Ue sulla competitività, si è concluso intorno alle 13.30.
Ventuno Paesi a confronto a porte chiuse
L’incontro si è svolto ad Alden Biesen, una località fiamminga vicino al confine con la Germania, in un clima definito “costruttivo” da fonti diplomatiche. I lavori sono iniziati alle 9.30 nella sala principale del castello, tra tavoli rotondi e una discreta presenza di funzionari. “Abbiamo parlato delle sfide comuni che attendono l’Europa nei prossimi mesi”, ha detto un portavoce del governo tedesco all’uscita. Al centro del dibattito, secondo fonti italiane, la questione della competitività industriale e la necessità di una risposta unitaria alle pressioni globali.
Italia in prima linea: il ruolo di Roma
La delegazione italiana, guidata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha sottolineato l’urgenza di “un’azione rapida e condivisa per sostenere le imprese europee”, soprattutto in settori chiave come energia, digitale e manifattura. “Non possiamo permetterci ritardi – ha detto Urso ai colleghi – serve una politica industriale europea capace di affrontare le sfide internazionali”. Secondo fonti vicine al dossier, l’Italia ha insistito anche per semplificare le regole sugli aiuti di Stato e per un coordinamento più stretto tra i Paesi membri.
Von der Leyen: “Serve una risposta europea unita”
La presenza della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha dato peso politico all’incontro. Nel suo intervento, ha ribadito che “la competitività europea non può essere lasciata alle iniziative nazionali isolate” e ha chiesto ai governi di “lavorare insieme per rafforzare il mercato unico”. Un funzionario francese presente al vertice ha riferito che von der Leyen ha invitato i ministri a portare proposte concrete già nelle prossime settimane.
Energia, digitale e industria: le priorità sul tavolo
Tra i temi caldi del pre-summit ci sono stati la transizione energetica, con particolare attenzione al prezzo del gas e alle forniture alternative, e la digitalizzazione delle imprese. La Finlandia ha posto l’accento sull’importanza di investire in intelligenza artificiale e nuove tecnologie. La Polonia ha chiesto più flessibilità nei fondi europei per la riconversione industriale. La Francia, invece, ha rilanciato l’idea di un fondo comune per sostenere le filiere strategiche.
Verso il Consiglio europeo: un vertice preparatorio
Il pre-summit di oggi è stato un primo passo in vista del Consiglio europeo sulla competitività, che si terrà domani a Bruxelles. “Abbiamo voluto confrontarci in modo informale prima del vertice ufficiale”, ha spiegato il ministro belga dell’Economia Pierre-Yves Dermagne. L’obiettivo è arrivare a una posizione condivisa su temi chiave come la riforma del mercato interno e il sostegno agli investimenti privati.
Attese e prossimi passi
Dalle prime indiscrezioni raccolte tra i partecipanti, non sono emerse divisioni insormontabili, ma restano divergenze su strumenti e tempi d’intervento. La Svezia ha mostrato cautela su nuove regole sugli aiuti di Stato, mentre la Grecia ha chiesto più attenzione alle esigenze dei Paesi più piccoli. Il clima, però, resta di collaborazione: “C’è la consapevolezza che la posta in gioco è alta”, ha confidato un diplomatico olandese prima di lasciare Alden Biesen.
Domani mattina, a Bruxelles, i leader europei si ritroveranno intorno alle 10 per il vertice ufficiale. Sul tavolo ci saranno le proposte emerse oggi e la ricerca di un compromesso che tenga insieme crescita economica e unità tra gli Stati membri.
