Milano, 12 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha aperto la giornata su livelli stabili, fissandosi a 60,7 punti base. I dati raccolti nelle prime ore a Piazza Affari mostrano una fase di calma relativa sui mercati obbligazionari europei, dopo settimane di movimenti piuttosto contenuti. Il rendimento del decennale italiano ha segnato un piccolo aumento, passando dal 3,39% di ieri al 3,40% di questa mattina.
Spread Btp-Bund: una giornata senza scossoni
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi resta su valori bassi, lontano da quei livelli di allarme che abbiamo visto in passato. Fin dall’apertura, gli operatori hanno mostrato prudenza. “Non si registrano tensioni particolari – spiega un trader di una banca milanese –. Il mercato guarda soprattutto a quello che farà la Banca Centrale Europea”. Gli esperti sottolineano come questa stabilità dello spread rifletta la fiducia nella tenuta dei conti pubblici italiani e nella capacità del governo di gestire il debito.
Rendimento del decennale italiano: solo una piccola variazione
L’aumento minimo del rendimento del Btp a dieci anni, passato dal 3,39% al 3,40%, è visto dagli addetti ai lavori come una normale fluttuazione tecnica. “Si tratta di movimenti davvero marginali – precisa un gestore di fondi obbligazionari –. Il mercato aspetta dati macro più chiari e le decisioni di Francoforte sui tassi”. Anche sugli altri titoli di Stato europei la giornata è partita tranquilla: il Bund tedesco resta il punto di riferimento per solidità, mentre i titoli francesi e spagnoli mantengono rendimenti stabili.
Lo scenario europeo e cosa aspettano gli investitori
L’andamento dello spread Btp-Bund si muove in un contesto europeo ancora incerto, in attesa delle prossime mosse della BCE. Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale, ha ribadito che le decisioni sui tassi dipenderanno dai dati sull’inflazione e sulla crescita. Nel frattempo, gli investitori seguono con attenzione le aste dei titoli di Stato italiani: la prossima è in programma per giovedì 15 febbraio, con nuove emissioni di Btp a medio-lungo termine.
Mercati prudenti, banche in attesa
A Piazza Affari, l’avvio è stato cauto anche nel settore bancario, particolarmente sensibile alle variazioni dello spread. Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno registrato variazioni lievi, mentre gli operatori attendono segnali più chiari dall’economia reale. “Il clima è positivo – commenta un analista finanziario –. Non ci sono segnali che facciano prevedere un aumento improvviso dello spread nelle prossime settimane”. Solo eventuali sorprese sui conti pubblici o sulle politiche monetarie potrebbero cambiare le carte in tavola.
Cosa significa per famiglie e imprese
Il livello attuale dello spread Btp-Bund, intorno ai 60 punti base, si traduce in costi di finanziamento abbastanza contenuti per lo Stato italiano. Questo si riflette anche sulle condizioni offerte da banche e finanziarie a famiglie e imprese: i tassi sui mutui restano stabili, così come quelli sui prestiti alle aziende. Secondo le associazioni dei consumatori, la situazione garantisce una certa serenità sul fronte dei finanziamenti, almeno nel breve periodo.
Gli occhi puntati sui prossimi appuntamenti
Nei giorni a venire, l’attenzione degli operatori resterà tutta sulle mosse della BCE e sulle aste italiane. Gli analisti invitano a non abbassare la guardia: “Basta poco per cambiare il sentiment del mercato – ricorda un economista romano –. Ma per ora lo spread è sotto controllo”. In attesa di nuovi dati e decisioni, il differenziale tra Btp e Bund rimane un indicatore affidabile della fiducia degli investitori sull’Italia.
