Roma, 13 febbraio 2026 – Semplificare e rendere più trasparenti i contratti pubblici è diventata una vera e propria battaglia per le micro, piccole e medie imprese italiane. Queste realtà chiedono regole più chiare, facili da capire, per poter competere davvero sul mercato. A ribadirlo è stata Confesercenti durante l’audizione in collegamento da Palazzo San Macuto, davanti alla Commissione parlamentare per la semplificazione, nel corso dell’indagine dedicata proprio a questi temi.
Contratti pubblici: le imprese chiedono chiarezza e semplicità
Per Confesercenti, poter accedere a contratti chiari, semplici e uniformi è fondamentale per le aziende più piccole. “Solo così – ha detto l’associazione – si possono costruire rapporti equilibrati con la pubblica amministrazione e con i gestori dei servizi pubblici”. Altrimenti, le imprese di dimensioni ridotte rischiano di trovarsi in svantaggio, alle prese con condizioni contrattuali spesso troppo complicate o poco trasparenti.
Nel corso dell’audizione, i rappresentanti di Confesercenti hanno sottolineato che questa indagine è “un’occasione preziosa per ribadire un concetto semplice ma fondamentale: semplificazione e trasparenza non sono un optional, ma strumenti chiave per la competitività del Paese”.
Microimprese come consumatori: i problemi nei servizi essenziali
Un altro punto chiave è la posizione delle microimprese di fronte ai grandi gestori di servizi essenziali come energia, gas, telecomunicazioni, trasporti e servizi sanitari. “Spesso – ha spiegato Confesercenti – le microimprese si trovano nella stessa situazione dei consumatori: davanti a condizioni standard, non negoziabili, e spesso scritte con un linguaggio tecnico difficile da capire”.
Le clausole possono prevedere penali, obblighi di informazione esagerati o modifiche unilaterali con preavvisi troppo brevi. In queste condizioni, l’impresa “subisce regole che non può valutare né influenzare”. Per questo l’associazione chiede “forme di tutela specifiche anche per le realtà più piccole”.
Pratiche aggressive e telestalking: un problema che cresce
Confesercenti ha poi puntato i riflettori sulle pratiche commerciali aggressive, le attivazioni non richieste e il cosiddetto telestalking, soprattutto nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni. Molte imprese denunciano telefonate insistenti da parte di operatori difficili da identificare, offerte contrattuali poco chiare o basate su registrazioni usate in modo scorretto.
“Le aziende – si legge nella memoria depositata – trovano difficile difendersi dal telemarketing aggressivo”. L’associazione chiede quindi che “l’adesione a un contratto avvenga solo con un consenso chiaro e verificabile”, con procedure a distanza sicure e tracciabili. E sottolinea l’importanza di rendere gli strumenti di tutela facilmente accessibili anche alle microimprese, mentre gli operatori devono essere più responsabili nel controllare le reti commerciali.
Digitale e fiducia: la strada verso contratti pubblici più snelli
Sul fronte generale dei contratti pubblici, Confesercenti ha evidenziato come regole più semplici, una maggiore coerenza amministrativa e un uso più efficace del digitale possano alleggerire la burocrazia. “Solo così – hanno concluso i rappresentanti – si può rafforzare la fiducia nelle istituzioni e creare un ambiente economico più giusto, prevedibile e efficiente”.
Nei prossimi giorni la Commissione parlamentare per la semplificazione continuerà l’indagine, ascoltando altre associazioni e operatori del settore. L’obiettivo è chiaro: arrivare a proposte concrete per rendere i contratti pubblici più accessibili e trasparenti, soprattutto per chi – come le microimprese – rischia di restare ai margini senza regole chiare e tutele adeguate.
