Fincantieri punta a un utile record di 110 milioni entro la fine del 2025

Fincantieri punta a un utile record di 110 milioni entro la fine del 2025

Fincantieri punta a un utile record di 110 milioni entro la fine del 2025

Giada Liguori

Febbraio 13, 2026

Genova, 13 febbraio 2026 – Fincantieri punta a chiudere il 2025 con un utile netto di 110 milioni di euro, confermando le stime sui ricavi a 9 miliardi e un portafoglio ordini che sfiora i 60 miliardi. L’annuncio è arrivato questa mattina durante il Capital Market Day organizzato dal gruppo, alla presenza di analisti e investitori. Una giornata decisiva per tracciare la rotta futura e rassicurare il mercato sulla solidità dell’azienda.

Obiettivi chiari: ricavi in crescita e margini in aumento

Il management ha spiegato che Fincantieri punta a far crescere i ricavi del 40% entro il 2030, arrivando a 12,5 miliardi di euro. Il piano industriale, presentato dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero, prevede anche un salto del margine operativo lordo, che dovrebbe toccare 1,25 miliardi, quasi il doppio rispetto al 2025. Gli ordini, invece, si manterranno intorno ai 50 miliardi, un livello che garantisce lavoro per diversi anni.

“Gli ordini acquisiti ci danno fiducia per il futuro”, ha detto Folgiero incontrando gli analisti. Il manager ha sottolineato come la crescita sia trainata da una domanda solida nei settori navali, sia civili che militari.

Un piano industriale che guarda lontano

Il nuovo Piano Industriale 2026-2030 è, per Folgiero, “un passo avanti decisivo nella crescita del gruppo”. Ha ricordato come la strategia seguita negli ultimi tre anni sia coerente e ben calibrata: aumentare la capacità produttiva per rispondere alla domanda globale che cambia. “Vogliamo creare valore in modo sostenibile nel tempo”, ha aggiunto, facendo capire che l’obiettivo è rafforzare la posizione di leader mondiale.

La strategia si basa su investimenti mirati in tecnologia e sostenibilità. Gran parte delle risorse sarà destinata a rendere più efficienti i processi produttivi e a sviluppare soluzioni per ridurre le emissioni delle navi.

Portafoglio ordini da record e mercato in fermento

Il dato più importante emerso dal Capital Market Day riguarda il backlog: il portafoglio ordini già in mano vale circa 60 miliardi di euro. Una cifra che, secondo gli analisti, offre una visibilità senza precedenti nel settore. “Abbiamo una pipeline che ci permette di pianificare con tranquillità i prossimi anni”, ha detto a margine un dirigente Fincantieri.

Con oltre 20 mila dipendenti in Italia e all’estero, il gruppo si prepara a un mercato che cambia rapidamente. La richiesta di nuove navi da crociera, unità militari e infrastrutture offshore resta alta, spinta anche dai programmi di rinnovo delle flotte annunciati da diversi governi in Europa e Asia.

Il mercato reagisce con prudenza ma fiducia

Le prime reazioni degli investitori sono state caute, ma positive. In Borsa, il titolo Fincantieri ha aperto in leggero rialzo, segno della fiducia degli operatori nella strategia presentata. “Il piano è ambizioso ma realistico”, ha commentato un analista di una banca d’affari italiana. Restano però alcune incognite legate all’andamento dell’economia globale e ai costi delle materie prime.

Solo nei prossimi mesi si potrà capire se il piano reggerà davvero. Intanto, a Genova e Trieste — dove si trovano gli stabilimenti principali — tra i lavoratori si respira una fiducia prudente. “C’è tanto lavoro davanti a noi”, ha detto un operaio all’uscita del turno mattutino. Nei corridoi degli uffici, però, si sente la consapevolezza che la partita si giocherà sulla capacità di innovare e mantenere alta la competitività a livello internazionale.