La madre in carcere per l’omicidio della figlia di due anni: «La verità deve emergere, anche a costo di 40 anni»

La madre in carcere per l'omicidio della figlia di due anni: «La verità deve emergere, anche a costo di 40 anni»

La madre in carcere per l'omicidio della figlia di due anni: «La verità deve emergere, anche a costo di 40 anni»

Matteo Rigamonti

Febbraio 13, 2026

Bordighera, 13 febbraio 2026 – Manuela A., 43 anni, madre della piccola Beatrice trovata morta lunedì scorso nella sua casa di Bordighera, resterà in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Oggi è comparsa in videoconferenza dalla sezione femminile del carcere di Pontedecimo davanti al gip Massimiliano Botti. Ha risposto a tutte le domande del giudice e del pubblico ministero, ribadendo con forza la sua innocenza: «Mi farò quarant’anni, ma la verità deve uscire», ha detto ai suoi legali.

Il giudice conferma il carcere: gravi indizi e rischio di inquinamento

Il gip non ha convalidato l’arresto in flagranza, ma ha deciso di lasciare Manuela in carcere. Motivo? I gravi indizi di colpevolezza e il rischio che le prove possano essere manomesse. Gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta raccontano che lei ha detto di non aver mai alzato le mani sulle figlie, che per lei sono tutto. Le altre due bambine, nate dalla relazione con Maurizio R. – detenuto da cinque mesi – sono state affidate a un istituto. Non c’è pericolo che il reato si ripeta.

La difesa contesta la decisione, sottolineando che non c’era flagranza e che le indagini erano già avviate: testimoni ascoltati e una prima ispezione. Secondo loro, questo non giustifica la detenzione. Inoltre, gli avvocati hanno fatto notare che Manuela potrebbe non aver seguito bene le istruzioni del 118 durante il soccorso telefonico, un dettaglio che potrebbe aver avuto un peso nel tragico esito.

I giorni prima della tragedia e il mistero delle telecamere

Secondo il racconto di Manuela agli investigatori, Beatrice sarebbe caduta dalle scale giovedì 5 febbraio, fuori casa, mentre infuriava un temporale. Sabato 7, la madre è andata con le tre figlie nell’entroterra di Vallecrosia, ospite di un amico, dove hanno passato la notte. Domenica mattina, però, è tornata da sola: le telecamere pubbliche l’hanno ripresa senza le bambine in macchina. Dopo una sosta per la spesa, è tornata dall’amico, dove le figlie erano rimaste.

Gli inquirenti stanno facendo luce sui movimenti di Manuela e sui tempi degli spostamenti. Restano molti punti oscuri: perché è tornata da sola? Cosa è successo nelle ore prima della morte di Beatrice? Fonti vicine all’inchiesta dicono che si attendono riscontri dalle immagini e dalle testimonianze raccolte.

La mattina della tragedia: difficoltà respiratorie e il tentativo di soccorso

Lunedì mattina, poco prima di accompagnare le figlie più grandi a scuola, Manuela si sarebbe accorta che Beatrice aveva problemi a respirare. Ha chiamato il 118 verso le 7.30. «Fino alla sera prima stava bene», spiega l’avvocato Di Giovanni. «Aveva solo qualche difficoltà respiratoria e per questo aveva fatto più volte l’aerosol». I soccorritori hanno provato a rianimare la bambina, ma senza successo.

La difesa ipotizza che si tratti di un caso di abbandono di incapace con esito di morte, come ha chiesto il pm in via subordinata. Questo significa che non ci sarebbero lesioni o percosse volontarie. Non si esclude neppure una negligenza nell’assistenza alle figlie, forse aggravata da altri fattori. Solo l’autopsia potrà fare chiarezza.

L’inchiesta va avanti, il dolore di una madre sotto accusa

L’autopsia, prevista nei prossimi giorni, sarà decisiva per capire cosa ha causato la morte e il significato delle lesioni trovate sul corpo di Beatrice. «Siamo in una fase aperta a tutte le ipotesi», dicono gli avvocati. «Avremmo voluto che Manuela fosse ai domiciliari, perché è molto provata e in crisi». Il dolore per la perdita della figlia è palpabile: «Per una madre, perdere un figlio – che sia o meno responsabile – è un trauma enorme», concludono i legali.

L’indagine continua, con molti interrogativi ancora sul tavolo e l’attesa dei risultati degli esami. Nel frattempo, Bordighera resta scossa da questa tragedia che ha colpito profondamente la comunità.