Roma, 13 febbraio 2026 – A pochi giorni dal vertice Ue sulla competitività, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato che la prossima settimana il governo porterà in Consiglio dei ministri nuove misure sull’energia. L’obiettivo è chiaro: affrontare il problema dei prezzi energetici, che secondo l’esecutivo rappresentano uno degli ostacoli più pesanti per la crescita delle imprese italiane ed europee.
Meloni: “Bisogna agire subito sui prezzi dell’energia”
Poco dopo le 11, davanti a Palazzo Chigi, Meloni ha parlato con i giornalisti. Ha detto: “I temi legati alla competitività sono tanti, ma io, a nome dell’Italia, voglio concentrarmi sui prezzi dell’energia. La prossima settimana porteremo in Consiglio dei ministri un pacchetto di misure sull’energia”. Da fonti di governo arriva la conferma che si tratta di interventi pensati per alleviare il peso delle bollette su famiglie e imprese, soprattutto alla luce delle recenti oscillazioni sui mercati internazionali.
La questione è al centro del dibattito europeo. “Dobbiamo partire da una revisione profonda dell’Ets e bloccare la speculazione finanziaria che gira intorno al sistema”, ha aggiunto la premier, riferendosi al meccanismo europeo per lo scambio delle quote di emissione di CO2. Palazzo Chigi avverte che l’attuale sistema rischia di penalizzare le aziende italiane più esposte alla concorrenza globale.
Eurobond, un tema che spacca l’Europa
Domani a Bruxelles, al vertice Ue, si discuterà anche degli eurobond, strumenti finanziari comuni che da anni dividono i governi europei. “Sui eurobond sono favorevole, ma è uno dei temi più divisivi in Europa”, ha ammesso Meloni rispondendo ai cronisti. La posizione italiana punta a dare all’Unione più forza negli investimenti, soprattutto in settori chiave come energia e digitale, spiegano fonti diplomatiche.
Nonostante le resistenze dei Paesi del Nord, la premier ha ribadito la necessità di una “risposta comune” alle sfide della transizione energetica e della concorrenza globale. “L’Italia – ha detto – continuerà a lavorare per trovare soluzioni condivise, senza però rinunciare a difendere gli interessi delle nostre imprese”.
Rivedere l’Ets e fermare la speculazione
Al centro delle proposte italiane c’è la revisione del sistema Ets (Emission Trading System), che secondo il governo ha favorito negli ultimi mesi episodi di speculazione finanziaria. “Dobbiamo intervenire per evitare che il costo delle quote di emissione diventi un freno per la competitività”, ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Ambiente. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono controlli più stretti sui mercati e maggiore trasparenza nelle transazioni.
I dati di Eurostat parlano chiaro: nel 2025 il prezzo medio dell’energia elettrica per le imprese italiane è salito del 12% rispetto all’anno prima, mentre per le famiglie l’aumento è stato intorno all’8%. Una tendenza che preoccupa le associazioni di categoria. “Senza interventi urgenti rischiamo di perdere terreno rispetto ai nostri principali competitor europei”, ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini.
Nuove misure in arrivo, attesa alta
Il pacchetto che il governo presenterà la prossima settimana dovrebbe includere, secondo indiscrezioni raccolte tra i tecnici del Mef, incentivi per l’efficienza energetica e nuove agevolazioni fiscali per le imprese energivore. Non si esclude anche un intervento temporaneo sui prezzi, anche se su questo punto il confronto con Bruxelles è ancora aperto. “Stiamo valutando tutte le strade, ma serve un’intesa europea per evitare effetti distorti”, ha detto una fonte vicina al dossier.
Nel frattempo, l’Italia punta a rafforzare il dialogo con gli altri Paesi Ue. “Solo con una strategia comune si può affrontare la transizione energetica senza lasciare indietro nessuno”, ha concluso Meloni prima di partire per Bruxelles. L’appuntamento con il Consiglio dei ministri è fissato per martedì prossimo: novità attese già nelle prossime ore.
