Londra, 13 febbraio 2026 – La lotta tra le grandi potenze mondiali rischia di mettere sotto scacco le banche centrali indipendenti. Così ha messo in guardia ieri sera Joachim Nagel, presidente della Bundesbank, durante una cena dell’Euro50 Group a Londra. Secondo Nagel, la pressione politica potrebbe spingere queste istituzioni a puntare più sui conti pubblici che sul controllo dell’inflazione. E il caso della Federal Reserve americana potrebbe diventare un esempio per altri Paesi, con possibili effetti anche in Europa.
La Federal Reserve nel mirino della politica
Nagel non ha usato mezzi termini: “La Federal Reserve sta subendo una forte pressione politica”. E se questa tendenza dovesse affermarsi, potrebbe diffondersi altrove. “Altri Paesi potrebbero seguirne l’esempio”, ha spiegato, alludendo a un futuro in cui anche l’Eurosistema potrebbe dover fare i conti con spinte simili. Negli Stati Uniti, negli ultimi mesi, diversi politici hanno chiesto alla Fed di allentare la politica monetaria per aiutare la crescita economica e ridurre il peso del debito pubblico.
Un effetto domino che riguarda anche l’Europa
Nagel ha ricordato che “l’economia globale è strettamente collegata”. Quello che succede in una grande potenza può avere conseguenze ovunque. “Se la pressione politica si intensifica in un Paese, diventa più complicato anche per l’Eurosistema mantenere i prezzi stabili”, ha detto. Un avvertimento rivolto non solo ai banchieri centrali, ma anche ai governi europei, tentati spesso di chiedere alle banche centrali di finanziare la spesa pubblica, specie in vista di elezioni o per far fronte a crisi internazionali.
Indipendenza delle banche centrali: un pilastro da difendere
Nagel ha citato numerosi studi che dimostrano come “più una banca centrale è indipendente, meno alta è l’inflazione”. Un legame fondamentale, che non va mai dato per scontato. “Per l’Eurosistema, l’indipendenza è sancita dalla legge fondamentale dell’Unione europea”, ha ricordato. Ma subito ha aggiunto: “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia”. “Vigileremo sempre sulla nostra autonomia”, ha assicurato davanti a una platea di economisti, banchieri e rappresentanti delle istituzioni finanziarie europee.
Politica monetaria europea sotto pressione
Il tema dell’indipendenza delle banche centrali non è nuovo, ma negli ultimi tempi ha preso una piega più delicata. Da un lato, l’inflazione nell’area euro resta sopra i target della Banca centrale europea. Dall’altro, molti governi, soprattutto quelli più indebitati, chiedono più margini di manovra nella politica monetaria. In questo scenario, le parole di Nagel suonano come un chiaro avvertimento: “Fermare l’inflazione resta l’obiettivo principale”.
Le reazioni e cosa ci aspetta
Le parole di Nagel hanno catturato l’attenzione degli addetti ai lavori a Londra. Alcuni analisti prevedono che il tema dell’indipendenza delle banche centrali tornerà al centro del dibattito europeo nei prossimi mesi, soprattutto con le tensioni geopolitiche e le sfide economiche globali. “Non è solo una questione tecnica – ha confidato un funzionario della BCE a margine dell’evento – ma un equilibrio delicato tra autonomia e responsabilità”.
In conclusione, il messaggio di Nagel è netto: difendere l’indipendenza delle banche centrali è fondamentale, soprattutto in un momento di incertezza internazionale e pressioni politiche sempre più forti. Solo così, ha chiuso il presidente della Bundesbank, si potrà garantire la stabilità dei prezzi e la fiducia dei mercati europei.
