Elettra Lamborghini celebra la leggerezza con un tributo a Raffaella Carrà

Elettra Lamborghini celebra la leggerezza con un tributo a Raffaella Carrà

Elettra Lamborghini celebra la leggerezza con un tributo a Raffaella Carrà

Matteo Rigamonti

Febbraio 14, 2026

Roma, 14 febbraio 2026 – Elettra Lamborghini si prepara a salire sul palco dell’Ariston per la finale di Sanremo 2026 con il brano “Voilà”, scritto insieme ad Andrea Bonomo, Edwyn Roberts e Pietro Celona. In un momento segnato da tensioni internazionali e cronaca nera, la cantante sceglie la via della leggerezza, tra richiami a Raffaella Carrà, un omaggio agli Abba e la voglia di far ballare il pubblico. “Mi sento sull’orlo di un precipizio, inizio ad avere un po’ di pressione, dico la verità”, ha confessato poco prima di volare a Parigi per scegliere l’abito da indossare all’Ariston.

Leggerezza, la scelta che pesa

Quest’anno a Sanremo si parla di guerra, di amori complicati, di fragilità mentale. Ma Elettra Lamborghini ha deciso di andare controcorrente. “Pensare alla leggerezza, a ballare e a vivere nonostante tutto non è una cosa da poco”, ha spiegato. “Online vedo solo brutte notizie, sembra normale ormai leggere solo cose negative. Questo mi fa stare male, mi fa paura per il futuro”. La cantante non nasconde la sua sensibilità che cresce giorno dopo giorno: “Più passa il tempo, più divento sensibile. Femminicidi, rapine, e poi la tragedia di Crans Montana… ho pianto per una settimana”.

Un messaggio di speranza in mezzo alle difficoltà

Portare una canzone leggera non è un caso. “Forse il rimedio sta proprio nel cercare di portare un po’ di positività in tutto questo caos”, dice Lamborghini. “Mi piace intrattenere la gente: se non lo faccio io che sono allegra, chi lo deve fare?”. Respinge chi la accusa di superficialità: “Bisognerebbe essere un po’ tristi per dirmi una cosa del genere e puntare il dito su una canzone. Le canzoni più belle spesso non hanno un significato profondo, sono quelle che ci fanno divertire e diventano tormentoni”.

Raffaella Carrà nel cuore e duetto con Las Ketchup

In “Voilà” non manca un omaggio a Raffaella Carrà, icona della musica e della tv italiana. “È stata una colonna della nostra cultura pop”, ricorda Lamborghini. “Ho chiesto ai follower quale canzone li fa alzare e ballare: tutte Carrà. Amo questa voglia di felicità, l’idea che una canzone ti faccia alzare e fare il trenino”. L’omaggio si allarga anche al duetto: sul palco dell’Ariston Elettra sarà accompagnata dalle Las Ketchup con “Aserejé”. “Sono carica come una balestra”, racconta. “Siamo quattro donne sul palco, potrebbe essere un bel segnale”.

Eurovision e attualità: “Serve un segnale positivo”

Sul tema dell’Eurovision, Elettra è cauta: “Non penso di vincere, non ci ho ancora pensato. Non sono sicura che boicottare l’Eurovision sia la strada giusta. Gli artisti spesso non hanno nulla a che fare con la politica del loro Paese”. Sul conflitto a Gaza, la cantante spera che “arrivi presto una tregua, anzi che tutto finisca al più presto”.

Critiche e pagelle: “Capisco chi tifa per gli outsider”

Non mancano riflessioni sulle critiche e le pagelle. Lamborghini ammette un po’ di delusione ma capisce chi preferisce storie più difficili: “Se a Sanremo ci fossero 30 concorrenti, è normale che io, figlia di papà, non sia la preferita. Io capisco chi tifa per chi, dopo vent’anni, riesce finalmente a realizzare il suo sogno con una canzone magari meno leggera della mia”.

Verso la finale con leggerezza e sorriso

Mentre l’Ariston si prepara alla volata finale del Festival, Elettra Lamborghini va avanti con la sua missione: regalare un momento di spensieratezza. “In questo periodo sento molto vicina Raffaella Carrà”, conclude. “Lei era poliedrica, sapeva intrattenere senza mai una parola fuori posto. Non oso paragonarmi a lei, ma credo che avere un punto di riferimento sia importante”. Sul palco, tra luci e applausi, la leggerezza diventa così una scelta precisa – forse l’unica possibile – per affrontare tempi difficili.