Cassano allo Ionio, 14 febbraio 2026 – Circa 500 persone sono state costrette a lasciare in fretta le loro case nelle frazioni di Piano Scafo, Lattughelle e nelle zone vicine. La decisione è arrivata nel pomeriggio di oggi, quando il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, ha annunciato su Facebook l’evacuazione urgente per motivi di sicurezza. Il motivo? L’esondazione del fiume Crati, che ha colpito due punti del territorio comunale.
Allarme esondazione: agrumeti sommersi e case a rischio
L’allerta è scattata poco dopo le 13.30, quando alcuni abitanti hanno segnalato l’acqua che invadeva campi e si avvicinava alle abitazioni. Le acque del Crati hanno sommerso diversi agrumeti, portando fango e detriti tra Piano Scafo e Lattughelle. “L’acqua è salita in pochi minuti”, racconta un agricoltore, “abbiamo subito capito che le case vicine al fiume erano in pericolo”.
La Protezione civile spiega che l’esondazione è stata causata dalle piogge intense delle ultime 48 ore. Il livello del fiume, tenuto sotto controllo da ieri sera, ha superato la soglia di allerta nella notte tra il 13 e il 14 febbraio. Ma è stato solo stamattina che la situazione è peggiorata rapidamente. “Abbiamo deciso di agire subito per evitare rischi”, dice il sindaco Iacobini.
Evacuazione lampo: il Comune corre ai ripari con un post su Facebook
Poco dopo le 15, il Comune ha diffuso l’ordine di evacuazione sulla sua pagina Facebook ufficiale. Un messaggio breve e chiaro: “Per motivi di sicurezza, evacuate le vostre case e allontanatevi fino a nuovo avviso”. Nel post si invita a seguire gli aggiornamenti e a contattare i numeri di emergenza in caso di bisogno.
Molti hanno lasciato le case portando solo l’indispensabile. Alcuni si sono rifugiati da parenti nelle zone più alte, altri nei centri di accoglienza allestiti alla scuola media di via Sibari. “Non sapevamo cosa fare”, racconta una madre con due bambini piccoli, “ci hanno detto di uscire subito, così abbiamo fatto”.
Protezione civile e Vigili del fuoco al lavoro, primi danni ai raccolti
Da ore, le squadre della Protezione civile e dei Vigili del fuoco sorvegliano il livello del fiume e controllano gli argini. In alcuni punti l’acqua ha superato i limiti di sicurezza. A rischio ci sono soprattutto le case vicino al fiume e le strade di campagna che collegano le frazioni.
I primi sopralluoghi parlano di danni pesanti ai campi di agrumi e ortaggi. “Abbiamo perso quasi tutto”, dice un produttore mostrando i filari coperti di fango. Per fortuna, non ci sono feriti né persone disperse. Le autorità chiedono a tutti di stare lontani dalle zone colpite.
In attesa del rientro: aggiornamenti costanti dal Comune
Il Comune assicura che terrà la situazione sotto controllo e aggiornerà la popolazione attraverso i canali ufficiali. Il rientro nelle case sarà possibile solo quando sarà sicuro. “Stiamo lavorando per la sicurezza di tutti”, conferma il sindaco Iacobini in una nota delle 18.
Tra gli sfollati cresce la preoccupazione. C’è chi cerca notizie sugli animali rimasti nelle stalle, chi teme per i raccolti ormai compromessi dall’allagamento. Tutti sperano che il livello del Crati scenda nelle prossime ore e che i danni non siano troppo gravi.
Intanto la pioggia ha dato una tregua nel tardo pomeriggio. Ma negli occhi degli abitanti resta il ricordo dell’acqua che ha invaso le case. Solo quando tutto sarà passato si potrà fare un bilancio vero di quanto ha colpito questa piccola comunità della Calabria ionica.
