Addis Abeba, 14 febbraio 2026 – Si è chiuso oggi il secondo vertice Italia-Africa con un annuncio importante della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Al centro dell’incontro, che si è tenuto nella capitale etiope, la questione del debito dei Paesi africani, tema che, come ha ricordato la premier, resta una priorità nei rapporti tra Roma e il continente. Presenti anche il presidente della Commissione dell’Unione africana, Mohammed Ali Youssouf, e il presidente dell’Unione africana e capo di Stato angolano, Joao Lourenco.
Debito e clima: nuove regole per dare respiro ai Paesi in difficoltà
“Abbiamo parlato di una questione che pesa molto sull’Africa: il debito”, ha detto Meloni durante la conferenza stampa finale. L’Italia ha già messo in campo un programma ampio per la conversione del debito, destinato a finanziare progetti di sviluppo. La novità emersa oggi riguarda però l’introduzione di clausole che permettono la sospensione del debito nei casi in cui un Paese venga colpito da eventi climatici estremi.
L’idea è chiara: offrire una boccata d’ossigeno alle economie più fragili, spesso travolte da alluvioni, siccità o cicloni. “Aggiungiamo oggi queste clausole di sospensione per chi subisce calamità climatiche”, ha spiegato Meloni, sottolineando che si tratta di un passo concreto verso una maggiore solidarietà internazionale.
Il debito africano, un nodo sempre più urgente
Negli ultimi mesi il tema del debito in Africa è tornato alla ribalta. La Banca Mondiale segnala che nel 2025 il debito pubblico dei Paesi dell’Africa subsahariana ha superato i 700 miliardi di dollari, con molti Stati che fanno fatica a pagare gli interessi. L’Italia, già dall’anno scorso, aveva proposto di trasformare parte dei crediti in investimenti per infrastrutture, sanità e istruzione.
Il vertice di Addis Abeba, iniziato ieri e concluso oggi poco dopo le 13, ha visto i leader africani chiedere più flessibilità e strumenti nuovi per affrontare le emergenze finanziarie legate ai cambiamenti climatici. “Le nostre economie sono fragili di fronte agli shock esterni”, ha spiegato il presidente angolano Lourenco, “e il peso del debito rischia di bloccare lo sviluppo”.
L’Unione africana accoglie l’iniziativa italiana
Il presidente della Commissione dell’Unione africana, Mohammed Ali Youssouf, ha accolto con favore la proposta italiana. “Queste clausole sono un segnale importante”, ha detto ai giornalisti nella sala conferenze. “Abbiamo bisogno di partner che capiscano le nostre difficoltà e siano pronti a sostenerci quando eventi imprevisti mettono a rischio i nostri progressi”.
Fonti diplomatiche italiane spiegano che ora la proposta sarà studiata nei dettagli tecnici nei prossimi mesi, con l’obiettivo di renderla operativa entro fine 2026. Il meccanismo dovrebbe prevedere la sospensione temporanea dei pagamenti in caso di calamità certificate da organismi come l’ONU o la Banca Mondiale.
L’Italia vuole fare da ponte, ma la strada è ancora lunga
Con questa mossa, l’Italia vuole rafforzare il proprio ruolo di ponte tra Europa e Africa, promuovendo una cooperazione basata su investimenti sostenibili e responsabilità condivisa. “Non si tratta solo di aiuti”, ha chiarito Meloni, “ma di costruire insieme soluzioni per crescita e stabilità”.
Il prossimo incontro tra le delegazioni è fissato a Roma in autunno. Intanto, i governi africani aspettano che le parole si traducano in fatti concreti. “Serve agire in fretta”, ha confidato un funzionario etiope al termine del vertice. “Il tempo non è dalla nostra parte”.
Il summit si è concluso poco dopo le 14, tra strette di mano e scambi informali nei corridoi. La questione del debito africano resta aperta, ma almeno sulla carta sembra esser stato fatto un primo passo verso una gestione più giusta.
