Rutte avverte gli alleati: Niente aiuti militari a Kiev senza il consenso di Purl

Rutte avverte gli alleati: Niente aiuti militari a Kiev senza il consenso di Purl

Rutte avverte gli alleati: Niente aiuti militari a Kiev senza il consenso di Purl

Matteo Rigamonti

Febbraio 14, 2026

Monaco, 14 febbraio 2026 – Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, è tornato oggi a ribadire a Monaco l’importanza di tenere unita la consegna di armi all’Ucraina tramite il programma Purl. Ha lanciato un chiaro avvertimento agli alleati: niente spedizioni fuori da questo canale. “Gli Stati Uniti continuano a fornire armi attraverso Purl. Ai nostri partner dico: non mandate aiuti militari all’Ucraina al di fuori di Purl”, ha detto Rutte durante la conferenza stampa a margine della Conferenza sulla Sicurezza, che ogni anno si svolge nel cuore della Baviera.

Purl, il cuore della strategia Nato

Il richiamo a Purl non è casuale. È il fulcro della Nato per coordinare gli aiuti militari a Kiev, nato nel 2024 dopo mesi di trattative tra i Paesi dell’Alleanza. Fonti diplomatiche presenti a Monaco spiegano che il sistema permette di tenere sotto controllo in tempo reale quali e quanti armamenti vengono inviati, evitando così sovrapposizioni o mancanze. “Quello che serve davvero all’Ucraina è nella lista di Purl”, ha detto Rutte, sottolineando che la trasparenza è fondamentale per rispondere alle vere necessità delle forze ucraine.

Stop alle mosse isolate, il messaggio agli alleati

Il segretario generale ha lanciato il suo messaggio in un momento delicato. Negli ultimi mesi, alcuni Paesi europei – come Polonia e Stati baltici – hanno annunciato invii di armi e munizioni a Kiev fuori dal canale Purl, spesso per guadagnare visibilità politica interna. “Così vi beccate le foto sui media”, ha osservato Rutte con tono deciso, riferendosi alle immagini di consegne pubbliche che girano sui social e nei telegiornali. Ma, ha avvertito, “gli ucraini hanno bisogno del nostro sostegno concreto, non di gesti simbolici”.

Gli Stati Uniti confermano: tutto passa da Purl

Anche gli Stati Uniti si allineano alla posizione della Nato. Il Dipartimento di Stato, in una nota uscita ieri sera, ha confermato che “tutte le spedizioni principali di armamenti americani passano attraverso il programma Purl”. Una fonte della delegazione Usa a Monaco ha aggiunto che “il coordinamento è fondamentale per evitare sprechi e per far arrivare le forniture dove servono davvero”. Solo nell’ultimo trimestre, secondo il Pentagono, sono arrivati a Kiev più di 200 veicoli blindati e 50 sistemi antiaerei tramite Purl.

Kiev chiede più velocità e chiarezza

Dall’Ucraina arriva una richiesta pressante. Il ministro della Difesa, Rustem Umerov, collegato in video da Kiev, ha chiesto “più rapidità nelle consegne e chiarezza sui tempi”. Fonti ucraine confermano che le urgenze più grandi sono munizioni d’artiglieria, droni da ricognizione e sistemi antiaerei. Ma la frammentazione degli aiuti rischia di rallentare tutto sul campo. “Serve un flusso costante e prevedibile”, ha spiegato Umerov, “non spedizioni a singhiozzo”.

Alcuni partner europei restano sulla loro strada

Non tutti però sono pronti a rinunciare a spedizioni autonome. Varsavia ha confermato di recente una nuova consegna di missili anticarro direttamente al confine con l’Ucraina. Anche Vilnius e Riga hanno annunciato piani simili. Ma fonti Nato a Monaco raccontano che la pressione diplomatica su questi Paesi sta crescendo. “Serve disciplina”, ha confidato un funzionario tedesco presente alla conferenza, “altrimenti rischiamo di disperdere risorse preziose”.

Il nodo del coordinamento resta aperto

La gestione degli aiuti militari all’Ucraina è uno dei temi più caldi della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco 2026. Mentre le truppe russe continuano a premere sul fronte orientale – con nuovi attacchi nelle ultime 24 ore nella zona di Kharkiv – la necessità di un coordinamento tra alleati si fa sempre più urgente. Solo così si potrà parlare di una risposta efficace e condivisa alla crisi ucraina.