Monaco di Baviera, 14 febbraio 2026 – Nessun Paese europeo ha intenzione di sostituire l’ombrello nucleare degli Stati Uniti. A dirlo con chiarezza è stato oggi il segretario generale della Nato, Mark Rutte, durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. La sua precisazione arriva a poche ore dalla conferma della Germania che ha annunciato l’avvio di colloqui con la Francia per rafforzare la propria deterrenza nucleare. Ma, a giudicare dalle parole di Rutte, questa resta una questione ben salda all’interno dell’alleanza atlantica.
Nato e ombrello nucleare: il no netto di Rutte
“Nessuno in Europa vuole sostituire l’ombrello nucleare degli Stati Uniti”, ha detto Rutte ai giornalisti nella sala stampa dell’Hotel Bayerischer Hof, poco dopo le 11.30. L’ex premier olandese ha aggiunto che “qualsiasi discussione in Europa volta a rafforzare la deterrenza nucleare collettiva è positiva”. Ma ha ribadito il punto chiave: la sicurezza nucleare europea poggia ancora sul pilastro americano.
Il messaggio arriva in un momento delicato. Negli ultimi giorni, il governo tedesco ha confermato di aver aperto un dialogo con Parigi per valutare possibili “forme di cooperazione” sulla deterrenza nucleare francese. Questa ipotesi ha subito acceso il dibattito tra le capitali europee, soprattutto dopo le dichiarazioni dell’ex presidente americano Donald Trump, che aveva messo in dubbio l’impegno automatico degli Stati Uniti nel difendere gli alleati Nato.
Germania e Francia: trattative in corso
Steffen Hebestreit, portavoce del governo tedesco, ha spiegato che Berlino e Parigi stanno “esplorando tutte le opzioni per rafforzare la sicurezza europea”. La Francia, unico Paese dell’Unione Europea con un arsenale nucleare, ha da sempre una dottrina autonoma di deterrenza. Resta però un tema delicato l’idea che la sua forza nucleare possa essere condivisa con altri partner europei o addirittura con l’intera Unione.
Fonti diplomatiche francesi, interpellate durante la conferenza, hanno chiarito che “la dottrina nucleare francese non è in discussione”, ma hanno aggiunto che “il dialogo con Berlino è aperto su tutte le questioni strategiche”. Tradotto: nessuna apertura ufficiale, ma nemmeno un rifiuto netto.
Il contesto internazionale e le preoccupazioni europee
Il dibattito sulla deterrenza nucleare europea è tornato al centro dell’attenzione nelle ultime settimane, spinto dalle tensioni tra Russia e Occidente. Le parole di Trump – “se i Paesi Nato non pagano abbastanza, non li difenderemo” – hanno aumentato i timori sulla solidità delle garanzie americane. Da qui, la spinta soprattutto di Berlino e Parigi a rafforzare le capacità di difesa autonome dell’Europa.
Ma, come ha ricordato Rutte, “il sistema di sicurezza Nato si basa sulla condivisione di responsabilità e risorse”. L’ombrello nucleare statunitense – garantito dalla presenza di testate americane in Germania, Belgio, Italia, Paesi Bassi e Turchia – resta il pilastro della strategia di deterrenza dell’Alleanza.
Reazioni e cosa ci aspetta
Le parole di Rutte hanno trovato consenso anche tra i delegati italiani a Monaco. “La posizione della Nato è chiara: non esiste alternativa all’ombrello americano”, ha detto una fonte del Ministero della Difesa. Più prudente il rappresentante francese: “Il confronto è appena iniziato, serve tempo per valutare tutte le conseguenze”.
Nel pomeriggio sono previsti nuovi incontri bilaterali tra Germania e Francia. Tra i temi sul tavolo, secondo indiscrezioni raccolte nei corridoi della conferenza, ci sono esercitazioni congiunte e una maggiore condivisione delle informazioni sulle capacità nucleari.
Per ora, però, la linea tracciata da Rutte sembra destinata a prevalere: sì a un rafforzamento della deterrenza europea, ma senza mettere in discussione il ruolo centrale degli Stati Uniti nella sicurezza del continente. Un equilibrio fragile, che nei prossimi mesi sarà al centro del confronto tra le capitali europee.
