Usa in allerta: possibili operazioni prolungate contro l’Iran

Usa in allerta: possibili operazioni prolungate contro l'Iran

Usa in allerta: possibili operazioni prolungate contro l'Iran

Matteo Rigamonti

Febbraio 14, 2026

Washington, 14 febbraio 2026 – L’esercito statunitense si sta preparando a un possibile conflitto lungo con l’Iran, nel caso in cui il presidente Donald Trump decida di lanciare un attacco. La notizia, arrivata da due funzionari americani che hanno preferito restare anonimi per la delicatezza della situazione, arriva in un momento di grande tensione tra Stati Uniti e Iran. La diplomazia internazionale è chiamata a giocare un ruolo chiave nelle prossime ore.

Pentagono pronto a una lunga battaglia

Stando a quanto riferito a Reuters, il Pentagono ha già messo in moto una pianificazione dettagliata per uno scenario che potrebbe durare settimane. Non si parla più di un’azione rapida o circoscritta, ma di una campagna militare con obiettivi ben più ampi e rischi maggiori rispetto agli ultimi scontri tra Washington e Teheran. “Stiamo considerando tutte le opzioni, anche quelle che prevedono un impegno a lungo termine”, ha detto una fonte, sottolineando come la situazione cambi di continuo.

Il quadro resta molto instabile. Solo pochi giorni fa, dal Dipartimento della Difesa erano arrivate parole di “misure di deterrenza” e di “risposta calibrata” agli attacchi contro le basi americane nella regione. Ora però la prospettiva si è allargata: non si esclude più un conflitto su scala più vasta.

Diplomazia in azione: incontri decisivi a Ginevra

Mentre i militari si preparano a ogni evenienza, la diplomazia cerca di evitare il peggio. Martedì prossimo a Ginevra sono in programma due incontri importanti: uno sull’Ucraina e uno proprio sull’Iran. A guidare la delegazione americana saranno Steve Witkoff e Jared Kushner, già noti per il loro ruolo nei precedenti negoziati con Teheran.

L’incontro con gli iraniani è previsto per la mattina, con i mediatori dell’Oman, che in passato hanno spesso fatto da ponte tra Washington e Teheran. “L’Oman resta neutrale e può aiutare a superare le diffidenze reciproche”, ha spiegato una fonte diplomatica europea contattata ieri sera.

Nel pomeriggio, Witkoff e Kushner parteciperanno ai colloqui trilaterali con Russia e Ucraina, sempre a Ginevra. Un’agenda fitta, che mostra bene quanto sia complesso il quadro internazionale.

Escalation in vista: cosa rischiano Stati Uniti e Iran

Il rischio di un’escalation è reale. Negli ultimi mesi le tensioni sono cresciute dopo una serie di attacchi contro obiettivi americani in Medio Oriente, attribuiti da Washington a milizie appoggiate da Teheran. Gli Stati Uniti hanno reagito con raid mirati, rafforzando le basi nella regione e inviando nuove unità navali nel Golfo Persico.

Ma, secondo esperti militari intervistati dalla stampa americana, un conflitto aperto avrebbe conseguenze imprevedibili per la stabilità della regione e per l’equilibrio globale. “Un’operazione lunga contro l’Iran porterebbe grandi rischi anche per gli alleati degli Stati Uniti”, ha detto Michael O’Hanlon, esperto di sicurezza della Brookings Institution.

Ore decisive: attesa e tensione a Washington e Ginevra

In questo clima di incertezza, le prossime ore saranno cruciali. Al Pentagono, i corridoi sono tesi: telefoni che non smettono di squillare, riunioni convocate anche a notte fonda. A Ginevra, diplomatici e osservatori aspettano segnali concreti dai negoziati.

Fonti vicine al dossier sperano che il dialogo possa avere la meglio sullo scontro. Ma per ora nessuno si sbilancia su un esito positivo. “Siamo pronti a ogni scenario”, ha detto un funzionario americano, lasciando intendere che la diplomazia resta la strada preferita, ma non l’unica.

Il mondo guarda con attenzione. Ancora una volta, il futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Iran si gioca tra le stanze silenziose della diplomazia e le sale operative dei comandi militari.