Monaco di Baviera, 14 febbraio 2026 – Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha lanciato un chiaro richiamo all’Unione Europea, accusandola di essere “praticamente assente” dai negoziati sulla guerra in Ucraina. La sua è stata una presa di posizione netta, arrivata questa mattina durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, uno degli eventi più importanti per la diplomazia mondiale. Davanti a una platea di leader e funzionari, Zelensky ha sottolineato quanto sia fondamentale che l’Europa si faccia sentire, per difendere i propri interessi e far valere la propria voce.
Zelensky: “L’Europa non c’è nei negoziati, è un errore grave”
Il presidente ucraino non ha girato intorno al problema. “L’Europa è praticamente assente al tavolo delle trattative. È un errore grave, secondo me”, ha detto con decisione, rivolgendosi ai rappresentanti europei presenti. Per Zelensky, questa mancanza di partecipazione rischia di indebolire non solo l’Ucraina, ma tutto il continente. “Stiamo cercando di coinvolgere l’Europa in modo pieno, così che i suoi interessi e la sua voce vengano ascoltati”, ha aggiunto.
La Conferenza sulla sicurezza di Monaco si tiene ogni anno a febbraio e riunisce capi di Stato, ministri della Difesa e diplomatici. Quest’anno al centro dell’attenzione c’è soprattutto il conflitto tra Russia e Ucraina, insieme alle tensioni in Medio Oriente e alle nuove sfide della sicurezza globale.
Trattative ferme e tensioni che salgono
Negli ultimi mesi i negoziati tra Kiev e Mosca si sono bloccati di nuovo. Le discussioni, avviate sotto l’egida delle Nazioni Unite e con la mediazione di alcuni Paesi, non hanno portato a risultati concreti. L’Unione Europea, nonostante gli aiuti finanziari e militari a Kiev, non è presente direttamente nei colloqui principali. Una scelta che, secondo Zelensky, rischia di lasciare scoperti gli interessi strategici europei.
Fonti diplomatiche europee, sentite a margine della conferenza, hanno ammesso che “è difficile trovare una posizione comune tra i Ventisette”, soprattutto su temi come le garanzie di sicurezza e il futuro dei territori occupati. Eppure, alcuni Paesi – Polonia, Germania e Francia su tutti – spingono per un ruolo più forte dell’Europa nei negoziati.
L’appello di Kiev scuote Bruxelles
Le parole di Zelensky hanno subito suscitato reazioni tra i delegati europei a Monaco. Un funzionario francese, che ha preferito restare anonimo, ha riconosciuto che “l’assenza dell’UE dal tavolo principale è vista come una debolezza”. Dall’Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto chiaro che “l’Europa deve essere protagonista nella ricerca della pace” e ha assicurato che Roma continuerà a sostenere ogni iniziativa diplomatica.
Nel pomeriggio, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è intervenuta brevemente: “L’Unione Europea resta al fianco dell’Ucraina”, ha detto, senza però annunciare cambiamenti immediati nella strategia.
Europa tra aiuti militari e ruolo diplomatico
Da quando è iniziato il conflitto, l’Unione Europea ha stanziato oltre 80 miliardi di euro in aiuti economici e militari a favore di Kiev. Ma la sua presenza nei negoziati diretti con Mosca è rimasta marginale. Secondo alcuni esperti presenti a Monaco, come il ricercatore tedesco Stefan Meister, questo riflette le divisioni interne all’UE e la difficoltà a parlare con un’unica voce.
Zelensky ha chiuso il suo intervento con un messaggio chiaro: “Solo un’Europa unita può garantire una pace duratura”. E ha rivolto un appello finale: “Non lasciate che altri decidano per voi. L’Europa deve prendere in mano il proprio futuro”.
La conferenza andrà avanti fino a domenica. Restano molte incognite sul futuro dei negoziati e sulla tenuta della solidarietà occidentale. Ma questa volta, il messaggio di Kiev sembra aver fatto davvero breccia nei corridoi della diplomazia europea.
