Roma, 15 febbraio 2026 – Lorenzo Fontana, Presidente della Camera, non ha usato mezzi termini nel condannare gli atti vandalici che nelle ultime ore hanno colpito i monumenti dedicati a Norma Cossetto a Cividale del Friuli e a Firenze. Accaduti a pochi giorni dal Giorno del Ricordo del 10 febbraio, questi gesti hanno riacceso il dibattito sulla memoria delle vittime delle foibe e sull’importanza di proteggere i simboli della nostra storia.
Vandalismi contro i monumenti di Norma Cossetto
Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio, ignoti hanno imbrattato con scritte e vernice rossa il monumento a Norma Cossetto in piazza San Francesco a Cividale del Friuli. A Firenze, la targa commemorativa di via dei Servi è stata imbrattata con vernice nera. Sul posto sono arrivati carabinieri e polizia municipale, che hanno subito avviato le indagini per risalire ai responsabili. “Un gesto vile che colpisce non solo la memoria di una giovane donna, ma anche la coscienza civile della nostra comunità”, ha detto il sindaco di Cividale, Daniela Bernardi, arrivata sul posto poco dopo le 8 del mattino.
La dura risposta delle istituzioni
Le istituzioni non hanno perso tempo. Nel primo pomeriggio, Lorenzo Fontana ha definito l’episodio un “vergognoso sfregio alla memoria, un oltraggio alle vittime del dramma delle foibe e della violenza titina”. Il Presidente della Camera ha ricordato come questi fatti, avvenuti poco dopo le commemorazioni ufficiali alla Camera dei deputati con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, mostrino “quanto sia ancora necessario lavorare, a tutti i livelli, per difendere il ricordo e la verità storica”. Un messaggio chiaro, rivolto tanto alle istituzioni quanto alla società civile.
Norma Cossetto e il Giorno del Ricordo
Norma Cossetto, studentessa istriana uccisa nel 1943 dai partigiani jugoslavi, è diventata uno dei simboli del Giorno del Ricordo, la ricorrenza nazionale istituita nel 2004 per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia. Ogni anno, in tutta Italia, si tengono cerimonie e incontri per mantenere viva la memoria di quella dolorosa pagina del Novecento. “Non possiamo permettere che odio e ignoranza cancellino il sacrificio di chi ha sofferto”, ha ricordato ieri pomeriggio Renzo Codarin, presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
Indagini e testimonianze
Le forze dell’ordine stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza vicino ai monumenti. Da una prima ricostruzione, i vandali sarebbero entrati in azione nelle prime ore dell’alba, approfittando della scarsa presenza di passanti. A Cividale, alcuni residenti raccontano di aver notato movimenti sospetti intorno alle 5 del mattino. “Ho sentito rumori strani, ma non avrei mai immaginato qualcosa del genere”, ha confidato una donna che abita in via San Francesco.
La memoria al centro del dibattito
L’episodio ha riacceso il confronto sulla memoria condivisa e sulla protezione dei luoghi dedicati alle vittime delle tragedie del Novecento. Diverse associazioni chiedono più controlli e campagne di sensibilizzazione nelle scuole. “Serve un impegno continuo per trasmettere ai giovani il valore della memoria”, ha spiegato Maria Luisa Bianchi, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Firenze centro. Solo così, dicono in molti, si potrà sperare che gesti del genere restino isolati.
Un appello alla comunità
In serata, davanti al monumento vandalizzato di Cividale, si sono radunate alcune decine di persone per una veglia silenziosa. Fiori bianchi e candele accese: un gesto semplice ma carico di significato. “Non vogliamo rispondere con rabbia – ha detto uno degli organizzatori – ma con la forza della memoria”. Un messaggio che, almeno per ora, sembra aver trovato un ampio consenso tra cittadini e istituzioni.
