Roma, 15 febbraio 2026 – Andrea Stroppa, 31 anni, informatico e collaboratore di Elon Musk in Italia, è indagato per omicidio stradale dopo l’incidente fatale che, la sera del 31 gennaio, ha tolto la vita a Mirco Garofano, 18 anni, in via Filippo Fiorentini, nel quadrante est della capitale. La dinamica dell’incidente resta al centro dell’inchiesta coordinata dalla pm Rita Ceraso. Il padre di Mirco, Giuseppe Garofano, è fermo nel sostenere che il figlio stava attraversando sulle strisce pedonali. Stroppa, invece, ha detto agli agenti di non averlo visto, perché il ragazzo sarebbe sbucato “all’improvviso”.
La versione del padre: “Mio figlio attraversava sulle strisce”
Giuseppe Garofano, assistito dall’avvocato Fabrizio Castellano, racconta una scena precisa: Mirco sarebbe sceso dall’autobus a oltre ottanta metri dalle strisce pedonali. “L’autobus si ferma molto più avanti – dice il padre – e mio figlio ha fatto ritorno per attraversare regolarmente”. Un dettaglio che, secondo lui, esclude che il ragazzo abbia attraversato fuori dalle strisce: “Altrimenti avrebbe dovuto scavalcare il guardrail”.
Garofano punta il dito anche sulla velocità della Smart guidata da Stroppa: “Quella strada è un rettilineo, ben illuminato. Se lo ha preso in pieno, è perché andava troppo forte”. Il corpo di Mirco è stato trovato a circa trenta metri dal punto dell’impatto, un dato che il padre definisce “inquietante” e che dovrà essere confermato dagli accertamenti tecnici.
La versione di Stroppa: “Non stavo correndo”
Andrea Stroppa, che da mesi vive sotto scorta ma quella sera era da solo, ha raccontato un’altra versione agli agenti della polizia locale intervenuti sul posto. “Quel ragazzo è sbucato all’improvviso, non l’ho visto. Ho cercato di evitarlo, ma non ci sono riuscito. Non stavo correndo, mi sono fermato subito per soccorrerlo”, ha detto. Stroppa è risultato negativo sia ai test alcolemici sia a quelli tossicologici.
L’indagine per omicidio stradale, spiegano fonti giudiziarie, è un passaggio obbligato in casi come questo. La Smart è stata sequestrata per permettere i rilievi tecnici e verificare la velocità al momento dell’impatto.
La scena dell’incidente: testimoni e dettagli
L’incidente è avvenuto alle 20.50 del 31 gennaio su via Filippo Fiorentini, una strada a tre corsie dove il traffico resta intenso anche in serata. Mirco Garofano stava andando a trovare degli amici a Casal Bruciato. Era partito da Artena in pullman, poi aveva preso un autobus dopo essere sceso alla stazione Anagnina. “Ci andava ogni quindici giorni”, ricorda il padre. Quella sera però, Mirco non è mai arrivato.
Un automobilista che seguiva Stroppa ha detto alla polizia di aver visto il ragazzo “attraversare con il rosso per i pedoni”. Una testimonianza che sarà verificata nelle prossime settimane. Sul posto è arrivato anche Giuseppe Basile, influencer noto come “Ottavo re di Roma”, che viaggiava in direzione opposta: “Ho visto il ragazzo volare in aria. Mi sono fermato subito. L’automobilista era sconvolto”, ha raccontato.
Le domande ancora aperte
Restano da chiarire due punti cruciali: se Stroppa abbia rispettato i limiti di velocità e se Garofano abbia attraversato con il verde o con il rosso pedonale. Gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza e i dati della centralina dell’auto. Intanto, si sa che il corpo del ragazzo è stato trovato ad almeno dieci metri dalle strisce.
La famiglia Garofano aspetta risposte. “Vogliamo solo la verità”, dice il padre, seduto nel suo studio ad Artena, tra fotografie e silenzi pesanti. L’inchiesta va avanti: nelle prossime settimane saranno ascoltati altri testimoni e arriveranno le perizie tecniche. Solo allora – forse – si potrà mettere insieme un quadro chiaro di quella tragica sera su via Fiorentini.
