Los Angeles, 15 febbraio 2026 – Juliette Binoche si lascia andare a una chiacchierata rilassata, seduta a bordo piscina sotto il caldo sole di Los Angeles, durante il festival Filming Italy – Los Angeles. L’attrice francese, 61 anni, è arrivata in California per presentare il suo documentario ‘In-I In Motion’, ma la sua mente torna spesso a un altro progetto caro: il ritorno sul grande schermo di ‘Cime tempestose’. Questa volta, però, la regia è affidata a Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi nei panni che nel 1992 furono suoi e di Ralph Fiennes. “Non l’ho ancora visto, ma non vedo l’ora”, confessa, con occhiali da sole scuri e un bomber luccicante. Racconta all’ANSA di aver parlato proprio con Fiennes qualche giorno fa: “Abbiamo visto il poster e ci siamo detti che dobbiamo assolutamente andare a vederlo”.
Juliette Binoche e quel legame con ‘Cime tempestose’ che dura da trent’anni
Sono passati più di trent’anni da quando Binoche e Fiennes hanno dato vita a Cathy e Heathcliff. Da allora, l’amicizia è rimasta forte, così come la loro frequentazione sul set. “Con Ralph c’è un rapporto speciale”, spiega l’attrice, che nel 1997 ha vinto l’Oscar per ‘Il paziente inglese’ proprio accanto a lui. Il nuovo adattamento di ‘Cime tempestose’, in uscita questo fine settimana nelle sale americane, riporta in primo piano una storia che ha segnato profondamente entrambi. “È strano vedere quei personaggi con altri volti – ammette Binoche – ma sono curiosa di scoprire cosa porteranno Margot e Jacob”.
‘In-I In Motion’: il debutto dietro la macchina da presa
A Los Angeles, però, è lei la protagonista indiscussa. ‘In-I In Motion’ è il primo film in cui Binoche si cimenta nella regia, anche se lei precisa subito: “Non mi definirei una regista… A tenere la telecamera era mia sorella Marion Stalens. Io ero in scena”. Il documentario racconta la nascita dello spettacolo teatrale ‘In-I’, nato nel 2008 dalla collaborazione con il coreografo britannico Akram Khan. All’epoca, entrambi erano già affermati nei loro campi – lei come attrice senza formazione nella danza, lui come ballerino alle prime esperienze sul palco come attore.
“Per me la domanda più grande era: come partire dalle mie emozioni per creare un movimento vero?”, spiega Binoche. “Non volevo imitare la danza, ma trovare qualcosa che nascesse da chi sono, o scoprire chi sono attraverso il movimento”. Un percorso condiviso con Khan, entrambi fuori dalla loro zona di comfort. “Ne è nato uno spettacolo basato sul dialogo tra i nostri linguaggi”, aggiunge.
Un lavoro di fino tra montaggio e istinto
Il documentario, presentato in anteprima nordamericana al festival diretto da Tiziana Rocca, è stata un’avventura nuova per Binoche. “Ho seguito tutto il montaggio ed è stato un lavoro che mi ha preso molto”, racconta. “Abbiamo ricostruito i suoni, lavorato molto sulle immagini. È un lavoro fatto di dettagli, e io li adoro”. Parla di un processo simile alla pittura: “Ti mette in contatto con l’intuizione, con la tua sensibilità”.
A 61 anni e con oltre settanta film alle spalle – da ‘Chocolat’ a ‘Il paziente inglese’, da ‘Cosmopolis’ a tanti altri – Binoche si muove tra cinema d’autore e grandi produzioni senza mai perdere la voglia di mettersi alla prova. A Los Angeles si concede qualche chiacchiera con i giovani registi del festival e non manca di fermarsi con i fan che la cercano per un autografo davanti al Chinese Theatre.
Tra passato e futuro: la voglia di mettersi in gioco
Nonostante una carriera che l’ha portata in giro per il mondo, Binoche non smette mai di cercare nuove strade. “Solo così capisci quanto sia importante uscire dalla propria zona di sicurezza”, riflette. E ammette di non sentirsi mai arrivata: “Ogni progetto ti mette di nuovo in gioco”. Il ritorno di ‘Cime tempestose’ è solo uno dei tanti cerchi che si chiudono e si riaprono nella sua carriera.
Per ora, tra una proiezione e l’altra, Binoche sorride pensando alla sala buia dove rivedrà Cathy e Heathcliff vivere ancora una volta. “Sarà strano”, dice quasi sottovoce. Poi si alza, sistema gli occhiali e si perde tra le voci e i passi del festival.
