Mosca, 15 febbraio 2026 – La Russia apre alla possibilità di una gestione esterna dell’Ucraina, sotto l’egida delle Nazioni Unite, dopo la fine della guerra. A dirlo è stato il vice ministro degli Esteri russo, Mikhail Galuzin, in un’intervista all’agenzia Tass, rilanciando un’idea già lanciata dal presidente Vladimir Putin la scorsa primavera. Una mossa che arriva in un momento delicato: il conflitto in Ucraina va avanti senza tregua e la diplomazia internazionale fatica a trovare nuove strade.
Mosca riapre al dialogo: la proposta di una gestione ONU
“Non è un’idea nuova”, ha detto Galuzin, ricordando le parole di Putin di marzo 2025. Allora il presidente russo aveva parlato della possibilità di affidare a una gestione temporanea esterna, controllata dalle Nazioni Unite, la fase di transizione in Ucraina, una volta conclusa l’operazione militare. “Nel caso ucraino – ha aggiunto il vice ministro – la creazione di una governance esterna sotto l’ombrello dell’Onu è una delle opzioni sul tavolo”.
Il riferimento di Mosca non è casuale. In passato, in situazioni di crisi come nei Balcani o in Kosovo, le Nazioni Unite hanno preso in mano la gestione amministrativa e la ricostruzione dopo i conflitti. “Ci sono precedenti in cui l’Onu ha svolto un ruolo diretto nel mantenimento della pace”, ha spiegato Galuzin, lasciando capire che la Russia guarda a quei modelli come possibili esempi.
La proposta all’Occidente: Mosca pronta a discutere
Il vice ministro ha detto che Mosca è disposta a parlare con Stati Uniti, Paesi europei e altri attori internazionali. “Siamo pronti a discutere la possibilità di una governance esterna temporanea a Kiev”, ha ribadito Galuzin. Per ora, però, nessun dettaglio operativo: la proposta resta a livello di intenzioni, ma segna un’apertura che potrebbe essere presa in considerazione nei prossimi incontri diplomatici.
La reazione in Occidente è prudente. Fonti diplomatiche a Bruxelles ricordano che “qualunque soluzione deve passare attraverso il consenso delle autorità ucraine”. Da Washington arriva la conferma che “la priorità resta il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. Kiev, dal canto suo, non ha ancora commentato ufficialmente, ma in queste settimane ha ribadito con forza la volontà di mantenere il pieno controllo sul proprio territorio.
Amministrazioni internazionali: cosa insegna la storia
L’idea di una gestione internazionale non è nuova nei conflitti globali. Nel 1999, le Nazioni Unite presero il controllo amministrativo del Kosovo dopo la guerra con la Serbia. In Bosnia-Erzegovina fu creato l’Ufficio dell’Alto Rappresentante per sorvegliare l’attuazione degli accordi di pace di Dayton. Ogni situazione, però, ha le sue particolarità e non è detto che si possano applicare gli stessi schemi all’attuale crisi in Ucraina.
Per alcuni esperti interpellati da alanews.it, la proposta russa può essere vista come un tentativo di riaprire il dialogo da un nuovo punto di partenza. Ma anche come una mossa per guadagnare tempo o consolidare ciò che è stato conquistato sul campo. “Il nodo vero – spiega un diplomatico europeo – è capire quali sarebbero i confini e i poteri di una possibile amministrazione Onu. Senza un accordo politico tra le parti, ogni soluzione rischia di restare solo sulla carta”.
Una strada tutta da costruire: i prossimi passi della diplomazia
Al momento non è stata fissata alcuna data per un incontro formale tra Mosca e gli altri protagonisti della crisi. La guerra in Ucraina continua a fare vittime e a spingere milioni di persone a fuggire: secondo l’Onu, sono oltre 12 milioni gli sfollati dall’inizio del conflitto. Nel frattempo, i negoziati arrancano tra accuse reciproche e condizioni difficili da conciliare.
La proposta russa di una governance esterna temporanea resta quindi sul tavolo come una possibile via d’uscita dall’impasse. Ma solo il tempo dirà se si trasformerà in un negoziato vero o se rimarrà una semplice dichiarazione d’intenti. Intanto, a Kiev come a Mosca, si guarda con cautela alle prossime mosse della diplomazia, segnate da due anni di guerra senza una soluzione in vista.
