Tokyo, 16 febbraio 2026 – Con Wall Street chiusa per il Presidents’ Day, i mercati azionari asiatici hanno viaggiato su un terreno incerto. La Borsa di Tokyo ha chiuso in leggero calo, segnando una giornata di prudenza dopo la pubblicazione dei dati sulla crescita economica del Giappone del quarto trimestre 2025.
Tokyo rallenta dopo i dati sul PIL
L’indice Nikkei 225 ha perso lo 0,2%, chiudendo a 37.140 punti. I numeri sulle performance del Giappone nel periodo ottobre-dicembre 2025 sono arrivati poche ore prima. Il PIL è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, sotto le attese degli analisti che puntavano allo 0,5%. A pesare, secondo un funzionario del governo durante il briefing a Chiyoda, sono stati il calo dei consumi interni e la debolezza delle esportazioni.
Cina in rosso, Hong Kong fa da sponda
In Cina, la giornata si è chiusa con ribassi netti sia a Shanghai (-1,2%) che a Shenzhen (-1%). A frenare gli investitori sono state le incertezze sulle politiche di stimolo e i dati ancora deludenti sul mercato immobiliare. “Il mercato resta in attesa di mosse dalla Banca centrale”, ha detto un trader di una grande società di investimento di Pechino. Diversa la situazione a Hong Kong, che ha guadagnato lo 0,5%. A spingere il listino Hang Seng sono stati i rimbalzi dei titoli tecnologici e finanziari, con acquisti su Tencent e HSBC, come riportano gli operatori locali.
Seul e Sidney: segni diversi
Anche a Seul la giornata si è chiusa in calo, con l’indice Kospi che ha perso lo 0,2%. Gli investitori hanno preferito ridurre l’esposizione in vista della riapertura dei mercati americani e delle prossime mosse della Federal Reserve. A Sydney, invece, il quadro è stato più positivo: la Borsa ha chiuso in rialzo dello 0,2%, spinta soprattutto dai titoli minerari e dal settore bancario. Un analista di Macquarie Group ha sottolineato come il comparto delle materie prime continui a trainare l’economia australiana.
Future europei: attesa senza scossoni
In Europa, i future sugli indici principali sono rimasti praticamente fermi nelle prime ore di contrattazione. Gli operatori attendono nuovi dati dall’Eurozona e segnali dagli Stati Uniti prima di muoversi. “Il clima è di attesa, anche perché con Wall Street chiusa i volumi sono ridotti e manca una direzione chiara”, ha spiegato un gestore milanese contattato poco dopo le 8.30.
Cosa aspettarsi nei prossimi giorni
Gli analisti vedono una settimana di attesa per i mercati globali. Lo sguardo resta fisso sulle prossime mosse delle banche centrali, in particolare la Federal Reserve e la Bank of Japan, e sui dati economici in arrivo da Stati Uniti ed Europa. “Gli investitori vogliono capire se la crescita globale reggerà e quando potrebbero arrivare eventuali tagli dei tassi”, si legge in un report di Nomura diffuso questa mattina.
In sintesi, la seduta asiatica del 16 febbraio si è contraddistinta per una prudenza diffusa: in calo Tokyo e le principali piazze cinesi, mentre solo Hong Kong e Sidney hanno mostrato segnali di vivacità. Tutti gli occhi sono ora puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e su come reagiranno i mercati occidentali alla riapertura dopo la pausa americana.
