Donnarumma e i misteriosi sabotaggi: chi si nasconde dietro ai disagi ferroviari?

Donnarumma e i misteriosi sabotaggi: chi si nasconde dietro ai disagi ferroviari?

Donnarumma e i misteriosi sabotaggi: chi si nasconde dietro ai disagi ferroviari?

Giada Liguori

Febbraio 16, 2026

Milano, 16 febbraio 2026 – I sabotaggi alla rete ferroviaria italiana, avvenuti sabato scorso in punti chiave e in orari scelti con cura, hanno mandato in tilt migliaia di viaggiatori, riaccendendo dubbi sulla sicurezza delle infrastrutture. A mettere nero su bianco la gravità del problema è stato Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che ieri, in un incontro con l’ANSA, ha spiegato l’entità degli attacchi e le contromisure messe in campo.

Sabotaggi studiati a tavolino

Donnarumma non ha dubbi: questi episodi non sono casuali. “Gli attacchi degli ultimi giorni colpiscono punti e orari precisi, segno che chi li ha messi a segno conosce bene il sistema”, ha detto l’ad, lasciando intendere che dietro ci sia una mano esperta, capace di colpire dove fa più male. In alcuni casi, ha aggiunto, “il danno è stato evidente e immediato”, con pesanti ripercussioni su pendolari e turisti.

A far crescere il disagio è stata la scelta dei bersagli: nodi nevralgici come Milano Rogoredo e Roma Tiburtina, stazioni con un gran flusso di persone. Sabato mattina, ad esempio, centinaia di passeggeri sono rimasti bloccati tra le 7 e le 10, proprio nelle ore di punta. “I nostri sforzi, anche quelli straordinari fatti per le Olimpiadi invernali, sono stati vanificati in quei momenti”, ha riconosciuto Donnarumma.

Una rete aperta, difficile da blindare

Il capo di Ferrovie dello Stato ha ricordato che la rete italiana si estende per oltre 17mila chilometri, attraversando città, campagne e zone industriali. “Non è possibile chiudere tutto in una bolla di vetro, è un sistema aperto e per questo vulnerabile”, ha spiegato, sottolineando che non ci sono solo i sabotaggi a mettere alla prova la rete: ci sono anche gli agenti atmosferici, gli attraversamenti non autorizzati e i piccoli atti vandalici che ogni giorno complicano il servizio.

“Questi episodi non sono una novità, ne abbiamo visti anche in passato, sotto questa e altre gestioni”, ha aggiunto Donnarumma. Le prime segnalazioni risalgono all’autunno del 2024. Da allora, gli attacchi si sono susseguiti con frequenza variabile ma costante, senza però mai mettere davvero a rischio la sicurezza dei viaggiatori.

Traffico intenso e risposta immediata

Ogni anno, la rete trasporta tra 500 e 600 milioni di passeggeri, con punte giornaliere oltre i 2 milioni di viaggiatori e più di 10mila treni in circolazione. Numeri che danno la misura della complessità del sistema e della difficoltà nel gestire ogni emergenza. “Abbiamo schierato una forza importante”, ha spiegato Donnarumma, ricordando che, oltre ai treni, sono stati messi a disposizione 500 autobus per spostare 100mila persone nei giorni più critici.

Nonostante tutto, però, i sabotaggi rischiano di compromettere eventi di portata mondiale come le Olimpiadi invernali. “Ci dispiace, perché queste Olimpiadi sono un appuntamento importante per tutti”, ha confidato l’ad, sottolineando il lavoro preparatorio fatto per mesi per assicurare collegamenti veloci e sicuri tra le sedi delle gare.

Indagini aperte, nessuna pista esclusa

Le forze dell’ordine stanno lavorando per risalire ai responsabili. Dalle prime ricostruzioni, chi ha agito lo ha fatto con rapidità e precisione, usando conoscenze tecniche avanzate. Al momento non si esclude nessuna ipotesi: si valutano motivazioni politiche o azioni di protesta legate a questioni locali.

Nel frattempo, FS ha intensificato i controlli nelle zone più a rischio e stretto la collaborazione con la Polizia Ferroviaria e le autorità locali. “Il nostro obiettivo è garantire sicurezza ai passeggeri e mantenere il servizio senza interruzioni”, ha concluso Donnarumma. Solo quando tutto tornerà alla normalità si potrà dire che l’emergenza è superata.