Napoli, 16 febbraio 2026 – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficializzato oggi la creazione di un fondo da 50 milioni di euro a fondo perduto per sostenere la formazione del personale nelle piccole e medie imprese del Mezzogiorno. L’iniziativa, fortemente voluta dal ministro Adolfo Urso, punta a potenziare le competenze legate alla transizione tecnologica, digitale e verde nelle regioni del Sud, in linea con il Piano nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.
50 milioni per la formazione nel Sud: un’occasione da non perdere
Le risorse, spiega la nota diffusa dal Mimit, sono rivolte alle aziende con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il decreto direttoriale, firmato lo scorso 10 febbraio, fissa il periodo per presentare le domande tra il 21 aprile e il 23 giugno 2026, tramite lo sportello online di Invitalia. Un dettaglio importante: i progetti di formazione potranno essere anche sovraregionali, coinvolgendo più territori e creando così una rete più ampia di competenze.
I settori chiave su cui puntare
Il fondo è focalizzato su diversi settori strategici: dall’aerospazio e difesa alla salute, passando per l’industria intelligente e sostenibile, l’energia, l’ambiente, il turismo, il patrimonio culturale, l’agenda digitale, le smart communities e le tecnologie digitali. Non mancano le tecnologie pulite ed efficienti, le biotecnologie e i processi di transizione verde e digitale. Un capitolo a parte è riservato a una fetta importante, il 40% delle risorse, per le filiere dell’automotive, della moda e dell’arredamento: settori che, secondo il ministero, sono trainanti per lo sviluppo del Sud.
Chi può accedere e come
Le agevolazioni copriranno il 50% delle spese ammissibili per le aziende che soddisfano alcuni requisiti: iscrizione al registro delle imprese, almeno un bilancio approvato e depositato, nessuna procedura concorsuale o liquidazione volontaria in corso. Inoltre, le imprese devono essere in regola con le norme sul rischio catastrofale previste dal decreto-legge sulle “Misure urgenti”. Un funzionario del ministero ha spiegato che questo serve a “garantire la solidità delle aziende beneficiarie e la sostenibilità degli investimenti”.
L’obiettivo: ridurre il divario digitale e ambientale
Come sottolineato dal ministro Urso durante un recente incontro a Bari, l’iniziativa nasce dalla necessità di “colmare il divario digitale e ambientale che ancora separa il Mezzogiorno dal resto del Paese”. Il Sud, ha aggiunto, “ha tutte le carte in regola per guidare la transizione verso un’economia più sostenibile e innovativa, ma servono investimenti mirati nella formazione”. Le imprese potranno presentare progetti con corsi di aggiornamento, workshop, coaching e percorsi di specializzazione su temi come intelligenza artificiale, gestione dei dati e sostenibilità ambientale.
Le reazioni dal mondo delle imprese
Le associazioni di categoria hanno subito espresso le loro opinioni. Confindustria Campania parla di “un segnale concreto per modernizzare il tessuto produttivo meridionale”. Confartigianato Puglia evidenzia che “la formazione è la chiave per rendere competitive le nostre aziende sui mercati internazionali”. Più cauta la Cna Sicilia, con il presidente regionale che avverte: “Bisogna vigilare che i fondi siano davvero accessibili anche alle microimprese”.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Il ministero pubblicherà a breve una guida dettagliata per spiegare come presentare le domande. Nel frattempo, nelle sedi delle Camere di commercio delle regioni coinvolte si respira un clima di attesa. Molti imprenditori stanno già pensando a come organizzare i propri progetti formativi per rientrare nei parametri richiesti. Solo allora si potrà capire se questa misura sarà davvero in grado di dare una spinta decisiva alla formazione nel Mezzogiorno.
