Teheran, 16 febbraio 2026 – Il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniana, Ali Larijani, ha annunciato oggi che l’Iran aprirà i cancelli dei propri siti nucleari all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), includendo anche le strutture sotterranee e quelle in montagna. Una scelta – ha spiegato Larijani – nata per “dimostrare che l’Iran non cerca armi nucleari”, proprio mentre la pressione internazionale sul programma atomico di Teheran resta alta.
Ispezioni Aiea: l’Iran spalanca le porte ai controlli
La notizia è arrivata durante una conferenza stampa a Teheran, poco dopo le 11 del mattino. “Le ispezioni potranno avvenire ogni mese, o addirittura ogni giorno”, ha detto Larijani, “così gli ispettori potranno scovare qualsiasi attività sospetta”. Aprire anche i siti più nascosti – come quello di Fordow, scavato sotto le montagne della provincia di Qom – è un segnale importante, secondo fonti diplomatiche europee. Potrebbe rilanciare il dialogo con l’Occidente, fermo da tempo.
Tra pressioni internazionali e attese
Negli ultimi mesi, il programma nucleare iraniano è tornato sotto i riflettori mondiali. Dopo che Teheran ha sospeso alcune parti dell’accordo del 2015 (il famoso Joint Comprehensive Plan of Action, JCPOA), la collaborazione con l’Aiea si era fatta più rarefatta. Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito avevano chiesto a più riprese un ritorno a controlli senza limitazioni. “Siamo pronti a collaborare in modo trasparente”, ha assicurato Larijani davanti ai giornalisti, “non abbiamo nulla da nascondere”.
A Vienna, dove ha sede l’Aiea, la reazione è stata prudente. Un portavoce dell’agenzia ha detto che “ogni passo verso più trasparenza è un segnale positivo”, ma ha aggiunto che “bisognerà vedere sul campo se l’apertura sarà reale”. Anche la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, ha commentato: “Aspettiamo che alle parole seguano fatti concreti”.
Siti sotterranei: il nodo più difficile
L’attenzione internazionale si concentra soprattutto sui siti nucleari sotterranei. Impianti come quelli di Natanz e Fordow preoccupano da tempo l’Occidente. Essendo protetti da centinaia di metri di roccia, sono difficili da controllare e da intervenire. Secondo fonti israeliane, proprio in questi luoghi sarebbero state svolte attività non dichiarate.
Larijani ha voluto tranquillizzare tutti: “Non temiamo le ispezioni. Gli ispettori potranno entrare anche senza preavviso, se serve”. Se questa promessa sarà mantenuta, potrebbe segnare una svolta nei rapporti tra Teheran e le grandi potenze.
Cosa succederà nei prossimi giorni
Fonti iraniane hanno spiegato che nei prossimi giorni si discuteranno i dettagli delle nuove ispezioni con una delegazione dell’Aiea attesa a Teheran. Non è chiaro se saranno imposti limiti sul numero di visite o sulle aree da controllare. “Stiamo lavorando a un protocollo da condividere”, ha detto un funzionario del ministero degli Esteri iraniano.
Nel frattempo, a Washington si aspetta una risposta ufficiale dalla Casa Bianca. Alcuni analisti suggeriscono che questa mossa dell’Iran potrebbe essere legata anche alle difficoltà economiche interne. La revoca di alcune sanzioni è infatti uno degli obiettivi principali del governo guidato dal presidente Ebrahim Raisi.
Un dialogo aperto, ma resta il dubbio
Nonostante l’annuncio di oggi, restano molte domande sul futuro del dossier nucleare iraniano. Gli esperti ricordano che in passato Teheran aveva già promesso aperture che poi si sono rivelate parziali. Tuttavia, la possibilità di ispezioni quotidiane – se confermata – sarebbe un passo avanti rispetto agli ultimi anni.
“Dobbiamo giudicare dai fatti”, ha detto un diplomatico europeo presente a Vienna. Solo allora si capirà se l’Iran vuole davvero cambiare rotta o se è solo l’ennesima mossa in un negoziato che va avanti da più di vent’anni.
