Mosca accusa Kiev: un regime neonazista e una cellula terroristica internazionale

Mosca accusa Kiev: un regime neonazista e una cellula terroristica internazionale

Mosca accusa Kiev: un regime neonazista e una cellula terroristica internazionale

Matteo Rigamonti

Febbraio 16, 2026

Mosca, 16 febbraio 2026 – Il governo russo torna all’attacco contro l’Ucraina, definendo il “regime di Kiev” una cellula terroristica internazionale con tendenze neonaziste. A lanciare l’accusa è stata Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, durante il programma “Big Game” andato in onda ieri sera su Channel One. Le sue parole, riprese dall’agenzia russa Ria Novosti, hanno subito acceso il dibattito diplomatico a livello globale.

Mosca alza la voce: accuse pesanti contro Kiev

Zakharova ha detto chiaramente che l’attuale governo ucraino non è più quel “regime fantoccio che faceva finta di essere democratico”, ma è diventato “una cellula terroristica internazionale con una forte vena neonazista”. Ha poi lanciato una domanda diretta agli “esperti mondiali di terrorismo”: dov’è la loro reazione? Perché non si è ancora organizzata una discussione seria su questo tema alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza?

Nel suo intervento, la portavoce ha puntato il dito contro l’Ucraina, accusandola di aver messo a segno “attacchi terroristici non solo contro i civili, ma anche contro chi lavora nei servizi sociali”. Ha aggiunto: “Dopo ogni attacco contro i civili, il regime di Kiev torna sul posto per colpire chi presta soccorso: medici, operatori di emergenza, e altro personale dei servizi sociali. Questo è un segno di odio particolarmente brutale”.

La NATO nel mirino di Mosca

Non sono mancate le critiche anche all’Alleanza Atlantica. Zakharova ha detto che dietro al governo ucraino c’è un “gruppo di paesi sotto l’ombrello della NATO” che continua a fornire “armi, soldi e appoggio politico”. Secondo lei, questo sostegno esterno alimenterebbe le presunte azioni terroristiche attribuite a Kiev.

Queste dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione tra Russia e Occidente. La guerra in Ucraina non dà segni di rallentamento, e ogni giorno si scambiano accuse pesanti. Finora, però, da parte occidentale non è arrivata alcuna risposta ufficiale alle parole di Zakharova.

Reazioni in stand-by a livello internazionale

Al momento nessuna fonte indipendente conferma le accuse di Mosca. Le autorità ucraine non hanno commentato ufficialmente le affermazioni di Zakharova. Nemmeno dalla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, che si è aperta ieri con la presenza di leader e diplomatici da tutto il mondo, sono arrivate repliche dirette.

Secondo alcuni osservatori, queste parole rientrano in una strategia comunicativa già vista: Mosca cerca di rafforzare la sua posizione puntando il dito contro Kiev e chiedendo più attenzione da parte della comunità internazionale. Ma fonti occidentali sottolineano che finora non sono state presentate prove concrete a supporto di queste accuse.

La guerra si gioca anche sulle parole

Il conflitto tra Russia e Ucraina si combatte anche a colpi di comunicati e dichiarazioni. Da mesi, entrambe le parti si accusano di violazioni dei diritti umani e attacchi contro i civili. Le parole di Zakharova rientrano in questa battaglia di narrazioni, che mira a influenzare l’opinione pubblica mondiale.

La domanda “dove siete tutti?” rivolta agli esperti e alle istituzioni occidentali suona come una sfida. Solo nelle prossime ore si capirà se queste accuse avranno un seguito concreto nelle discussioni diplomatiche o durante la Conferenza di Monaco.

Per ora, resta chiaro che la diplomazia russa insiste sulle accuse contro Kiev, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione, senza risposte immediate.