Sicurezza potenziata per don Patriciello dopo le minacce a Giorgia Meloni: «Vigliacco, almeno firmati»

Sicurezza potenziata per don Patriciello dopo le minacce a Giorgia Meloni: «Vigliacco, almeno firmati»

Sicurezza potenziata per don Patriciello dopo le minacce a Giorgia Meloni: «Vigliacco, almeno firmati»

Matteo Rigamonti

Febbraio 16, 2026

Napoli, 16 febbraio 2026 – Una lettera minatoria indirizzata a don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, ha riportato sotto i riflettori la sicurezza di chi lotta ogni giorno contro spaccio e degrado. Il messaggio, arrivato nei giorni scorsi, contiene minacce anche per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il giornalista Adriano Cappellari. Dopo questo episodio, le autorità hanno deciso di aumentare le misure di protezione per il sacerdote, già più volte preso di mira.

Caivano sotto assedio: le minacce non si fermano

La lettera anonima – poche righe scritte a mano, con un tono diretto e parole pesanti – è stata recapitata alla canonica della chiesa di San Paolo Apostolo. Non solo don Patriciello, ma anche la premier Meloni e il giornalista Cappellari sono stati indicati come bersagli. Un segnale chiaro: la tensione nel quartiere non si placa. “Non è la prima volta che ricevo lettere così”, ha raccontato il parroco ai suoi fedeli, ricordando intimidazioni simili nel passato.

Don Patriciello è una presenza fissa tra le strade del Parco Verde, spesso teatro di crimini e spaccio. Per molti è un punto di riferimento, ma proprio per questo è diventato un bersaglio. “Non mi fermerò”, ripete da mesi, mentre continua a denunciare i clan locali con sempre più forza.

Prefettura in allarme: scattano nuove misure

La situazione ha costretto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a convocare stamattina un tavolo tecnico urgente. Al vertice hanno partecipato anche il procuratore di Napoli Nord, Domenico Airona, il sindaco di Caivano Antonio Angelino e i vertici delle forze dell’ordine. Alla fine dell’incontro è arrivata la decisione: “Abbiamo rafforzato la protezione personale e territoriale di don Patriciello”, ha spiegato il prefetto. Più pattuglie vicino alla parrocchia e controlli serrati nelle zone calde del quartiere sono ora all’ordine del giorno.

“Non possiamo lasciare soli chi lotta per la legalità”, ha detto il sindaco Angelino uscendo dall’incontro. Anche la premier Meloni, informata dell’accaduto, segue da vicino la situazione, come riferito dai suoi collaboratori.

Vicini a don Patriciello: istituzioni e comunità unite

Domenica sera, durante la messa a San Paolo Apostolo, il prefetto, il procuratore e il sindaco hanno voluto esserci di persona, seduti tra i fedeli. Un gesto che vuole dire chiaramente: non siete soli. “Si può uccidere anche con la lingua”, ha detto don Patriciello nell’omelia, citando papa Leone e invitando a “un po’ di digiuno con la lingua” in vista della Quaresima.

Il parroco non ha nascosto l’amarezza per chi si nasconde dietro l’anonimato della lettera: “Chi minaccia deve firmarsi. Chi si nasconde è un vigliacco”, ha detto dal pulpito. Tra i banchi, applausi sommessi, sguardi tesi ma decisi. “Non ci faremo intimidire”, ha sussurrato una parrocchiana all’uscita.

I media e la politica: solidarietà e fermezza

Anche il giornalista Adriano Cappellari, che ha firmato diverse inchieste sul Parco Verde per il quotidiano L’Altipiano, ha ricevuto messaggi di sostegno. “Non molleremo di un passo nel raccontare la realtà qui”, ha detto al telefono, poco dopo aver saputo della lettera.

Dal mondo politico sono arrivati messaggi chiari di vicinanza a Meloni e a don Patriciello. “Chi minaccia chi difende la legalità colpisce tutta la comunità”, ha commentato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in una nota diffusa nel pomeriggio.

Parco Verde: un quartiere che resiste

Il Parco Verde resta un posto difficile: palazzoni grigi, cortili affollati, bambini che giocano tra le auto parcheggiate. Ma dentro la chiesa e nelle strade intorno si sente forte il desiderio di riscatto, che passa anche dalla difesa dei suoi simboli. Don Patriciello, con il volto segnato dalla fatica ma la voce ferma, continua a camminare tra la sua gente. “La paura non deve vincere”, ripete spesso. E oggi, dopo l’ennesima minaccia, quelle parole pesano ancora di più.