Spedizioni di vini italiani negli Usa: un calo del 9% previsto per il 2025

Spedizioni di vini italiani negli Usa: un calo del 9% previsto per il 2025

Spedizioni di vini italiani negli Usa: un calo del 9% previsto per il 2025

Giada Liguori

Febbraio 16, 2026

Roma, 16 febbraio 2026 – Il settore vinicolo italiano attraversa un momento di forte tensione sui mercati internazionali. Secondo l’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (Uiv), il 2024 si è chiuso con un calo del 6% nei volumi e del 9% nel valore delle esportazioni, pari a un buco di circa 177 milioni di euro. La contrazione riguarda sia gli Stati Uniti che i mercati extra-Ue, e mette in allarme produttori e istituzioni che ora cercano una via d’uscita.

Esportazioni in calo, Stati Uniti in difficoltà

Il quadro tracciato dall’Osservatorio Uiv è chiaro: il colpo più duro arriva dagli Stati Uniti, dove si prevede un -9% a valore per il 2025. Nel secondo semestre 2024, le spedizioni verso gli USA sono crollate del 23%, proprio nel momento in cui sono entrati in vigore i nuovi dazi. “Il vino, più di altri settori, ha bisogno di espandersi”, ha detto Lamberto Frescobaldi, presidente di Uiv, durante la ‘Task force dazi’ del Ministero degli Esteri. Frescobaldi ha spiegato che la pressione sui prezzi ha spinto molte aziende a tagliare i listini di circa il 10%, per non perdere terreno. Una mossa che però ha funzionato solo in parte: “L’Italia ha tenuto botta rispetto ai concorrenti, ma il vino italiano chiuderà l’anno più debole rispetto agli ultimi tre anni”, si legge nelle stime Uiv.

Mercati extra-Ue in difficoltà, serve una nuova strategia

Non sono solo gli Stati Uniti a far suonare il campanello d’allarme. Anche i mercati extra-Ue segnano una flessione intorno al 6,5%. Nel secondo semestre del 2024 il calo ha toccato i 225 milioni di euro, segno che la crisi è più ampia. “Dobbiamo muoverci in fretta sugli accordi commerciali, in particolare con Mercosur e India”, ha ribadito Frescobaldi, sottolineando la necessità di rafforzare la presenza nei mercati emergenti e consolidare quelli storici. In questo senso, la task force guidata dal ministro Antonio Tajani è vista come un elemento chiave per dare sostegno al settore.

Diplomazia economica e fondi straordinari per il rilancio

Durante l’incontro al Ministero degli Esteri, Frescobaldi ha ribadito che il futuro del vino italiano passa sempre di più dai mercati terzi. Fondamentale sarà il ruolo dell’Ice-Agenzia, soprattutto grazie ai fondi straordinari messi a disposizione dalla legge di bilancio. “L’Uiv ha chiesto e appoggiato queste misure”, ha ricordato il presidente. Sul fronte Mercosur, l’associazione chiede di far partire subito l’accordo commerciale appena ratificato da uno dei Paesi sudamericani, per evitare il blocco causato dal rinvio alla Corte di Giustizia. Tajani ha annunciato un business forum a Miami a giugno, un’occasione per rinsaldare i legami con il mercato americano e dare nuova spinta al vino italiano.

Dazi e consumi in calo, le cause della crisi

L’Osservatorio Uiv segnala che il calo verso gli Stati Uniti è stato accelerato dai nuovi dazi, ma affonda le radici in una riduzione dei consumi che dura da almeno cinque anni. Le aziende italiane hanno cercato di assorbire parte dei costi tagliando i prezzi, ma la domanda resta debole. “Il mercato americano è diventato più esigente”, racconta un produttore toscano presente all’incontro. “Non basta più puntare solo sulla qualità: serve una strategia diversa”.

2025, tra cautela e speranze

Guardando avanti, le previsioni restano caute. Il -9% a valore previsto per gli USA nel 2025 conferma un quadro ancora incerto. Le associazioni di categoria chiedono interventi veloci sugli accordi internazionali e una maggiore presenza delle istituzioni nei mercati chiave. “Apprezziamo l’impegno della diplomazia italiana”, ha concluso Frescobaldi, riferendosi al forum di Miami. Solo allora – forse – il settore potrà tornare a guardare con più fiducia ai mercati esteri.