Wolfsburg, 16 febbraio 2026 – Volkswagen ha annunciato oggi, come riportato da Manager Magazin, un nuovo piano per tagliare i costi del 20% entro il 2028. La notizia è stata comunicata ai vertici nelle ultime ore dall’amministratore delegato Oliver Blume e dal direttore finanziario Arno Antlitz. Il gruppo tedesco si trova sotto pressione, stretto tra la crisi del mercato cinese, i dazi americani e una concorrenza globale sempre più spietata.
Volkswagen spinge forte sui risparmi
Fonti interne, citate dal settimanale tedesco, raccontano che la strategia è già stata presentata ai principali manager in un incontro riservato a Wolfsburg. L’obiettivo è chiaro: migliorare la redditività in un momento complicato. Il piano punta a rivedere a fondo le spese operative, con un occhio particolare alle catene di produzione e ai processi interni.
Non è solo una questione di numeri. “Serve agire in fretta e con decisione”, ha confidato uno dei dirigenti presenti. Volkswagen, che conta più di 660mila dipendenti in tutto il mondo, deve fare i conti con margini sempre più stretti e una domanda in calo in mercati chiave.
Difficoltà in Cina e negli Stati Uniti
Il problema principale resta la crisi del mercato cinese, dove Volkswagen ha sempre venduto molto, ma ora si trova a fronteggiare una concorrenza locale molto più agguerrita, soprattutto sulle auto elettriche. Secondo i dati dell’associazione cinese dei costruttori (CAAM), nel 2025 le vendite di veicoli Volkswagen in Cina sono calate del 12% rispetto all’anno prima.
A complicare il quadro ci sono anche i dazi imposti dagli Stati Uniti sulle auto europee. Questa misura potrebbe costare al gruppo fino a 500 milioni di euro l’anno tra mancati ricavi e tasse doganali più alte. “Il rischio è perdere terreno proprio nei segmenti più redditizi”, spiega un analista di Commerzbank.
La sfida dei nuovi rivali globali
Non è solo la Cina. Volkswagen deve fare i conti con nuovi concorrenti, soprattutto le case cinesi e coreane, che stanno guadagnando spazio in Europa e America Latina. Nel suo ultimo bilancio, il gruppo ha ammesso che “la pressione su prezzi e margini continuerà a farsi sentire”.
Il piano di risparmio non sarà solo tagli lineari. Si prevede anche una selezione più attenta degli investimenti in ricerca e sviluppo. “Dobbiamo puntare sulle tecnologie che assicurano risultati concreti”, ha spiegato Blume in un’intervista recente.
Cosa succederà a lavoratori e fornitori?
Resta da vedere come questo piano influirà su lavoratori e fornitori. Finora non sono stati annunciati licenziamenti o chiusure di stabilimenti, ma i sindacati sono in allarme. “Vogliamo chiarezza sulle conseguenze per l’occupazione”, ha detto Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica Volkswagen. Solo nello stabilimento di Wolfsburg lavorano oltre 60mila persone.
Anche i fornitori italiani seguono con attenzione. “Ogni taglio ai costi può tradursi in ordini più bassi”, spiega un imprenditore piemontese del settore componenti. Il timore è che i tagli colpiscano soprattutto le piccole e medie aziende della filiera.
Mercati in attesa, reazioni miste
La notizia ha subito mosso i mercati finanziari. A Francoforte, il titolo Volkswagen ha aperto in calo dello 0,7%, segno che gli investitori vogliono vedere più dettagli sulle misure.
“Tagliare i costi è importante, ma non basta”, dice un gestore di fondi tedesco. “Serve anche un piano chiaro per far ripartire la crescita”. Nei prossimi mesi saranno fondamentali i negoziati con i sindacati e le scelte sugli investimenti.
Nel frattempo, il mondo dell’auto europeo osserva da vicino. La vera sfida per Volkswagen è trovare un equilibrio tra efficienza e innovazione, senza sacrificare troppo occupazione e competitività.
