Aumento della produzione di colombe pasquali: due artigiani su tre festeggiano il successo

Aumento della produzione di colombe pasquali: due artigiani su tre festeggiano il successo

Aumento della produzione di colombe pasquali: due artigiani su tre festeggiano il successo

Giada Liguori

Febbraio 17, 2026

Milano, 17 febbraio 2026 – La colomba artigianale si prepara a una Pasqua 2026 carica di fiducia. Secondo il primo Osservatorio “Divina Colomba”, promosso da Goloasi, il 66,1% degli artigiani pensa di aumentare la produzione rispetto allo scorso anno. Il restante 33,9% prevede invece una situazione stabile. Nessun segno di calo, quindi, per il classico lievitato pasquale, che resta un punto fermo sulle tavole degli italiani.

Produzione in crescita e domanda solida

L’indagine, che ha coinvolto 300 realtà tra pasticcerie, forni e laboratori artigianali iscritti all’ottava edizione del concorso Divina Colomba, scatta una fotografia precisa del settore. “Quest’anno puntiamo a superare le mille colombe prodotte”, racconta Marco Ferri, alla guida di una storica pasticceria torinese. Un entusiasmo condiviso da tanti: il 42,6% produce meno di 500 pezzi, il 29,6% si ferma tra 500 e 1.000, mentre il 27,8% supera quota mille. Numeri che mostrano una filiera ben radicata in tutto il territorio.

La domanda resta forte. Per l’83,5% degli intervistati, la vendita si concentra in due o tre settimane. Un periodo breve ma intenso, in cui i laboratori lavorano a pieno ritmo. “In quei giorni si dorme poco”, confida una giovane pasticcera di Bari, che sarà tra le protagoniste della finale dell’11 marzo nella sua città, durante la Mostra internazionale enoagroalimentare Levante Prof.

Prezzi stabili e vendita in laboratorio

Sul fronte dei prezzi, si va verso la stabilità: l’86,1% degli artigiani propone la propria colomba tra i 30 e i 40 euro al pezzo. Una scelta che tiene conto dei costi delle materie prime e della necessità di offrire un prodotto buono ma accessibile. “Non possiamo scendere sotto un certo prezzo”, spiega un fornaio milanese, “altrimenti rischiamo di perdere qualità e artigianalità”.

La vendita avviene quasi sempre in modo diretto: nel 92,2% dei casi il cliente compra la colomba in laboratorio. Un rapporto personale che tiene banco anche nell’era del web. “La gente vuole vedere con i propri occhi dove nasce il dolce che porta a casa”, sottolinea una pasticcera romana.

La classica domina, ma crescono le varianti

La colomba classica è ancora la regina: il 53,9% degli operatori la indica come la più venduta. Seguono le varianti al cioccolato (24,3%) e alla frutta (14,8%). Ma l’offerta si amplia: il 60,9% dei laboratori propone tra quattro e sei tipi diversi, mentre un quinto supera addirittura le sei varianti. “C’è chi chiede la colomba con albicocche e zenzero o con glassa al pistacchio”, racconta un artigiano di Verona.

Questa varietà risponde a una clientela sempre più curiosa, attenta alle novità, ma senza dimenticare la tradizione. “Alla fine la classica vince sempre”, ammette con un sorriso un pasticcere napoletano.

Un simbolo che non tramonta

Per quasi metà degli artigiani (49,6%), la colomba è il prodotto principale della Pasqua; per il 42,6% resta uno dei protagonisti della stagione. Nel 78,3% dei casi viene comprata sia per la famiglia sia come regalo, mantenendo intatto il suo valore simbolico.

“Regalare una colomba significa augurare pace e serenità”, dice una cliente davanti al bancone di una pasticceria bolognese. Dietro ogni confezione, però, c’è un lavoro attento, fatto di lievitazioni lente e ingredienti selezionati. Un impegno che continua a conquistare gli italiani.

La finale del concorso Divina Colomba, in programma l’11 marzo a Bari, sarà l’occasione per celebrare questa eccellenza artigianale. Intanto, i dati dell’Osservatorio mostrano una Pasqua all’insegna della fiducia e della voglia di condividere un dolce che ormai è molto più di una semplice tradizione.