Il giardino segreto: Rosebush Pruning e il suo legame con I pugni in tasca

Il giardino segreto: Rosebush Pruning e il suo legame con I pugni in tasca

Il giardino segreto: Rosebush Pruning e il suo legame con I pugni in tasca

Giada Liguori

Febbraio 17, 2026

Berlino, 17 febbraio 2026 – Una famiglia americana, segnata da segreti e tensioni, è al centro di “Rosebush Pruning”, il nuovo film di Karim Aïnouz, presentato oggi in concorso alla Berlinale. Il regista brasiliano, noto per il suo sguardo attento sulle famiglie complicate, si ispira apertamente a “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio, portando sullo schermo una storia che intreccia epilessia, identità di genere e omicidio. La pellicola, coprodotta da Italia, Germania, Spagna e Regno Unito, nasce dalla sceneggiatura firmata dallo stesso Aïnouz insieme a Efthimis Filippou, già collaboratore di Yorgos Lanthimos.

Un omaggio inquietante a Bellocchio

Avevo già visto il film di Bellocchio, ma i produttori Michael Weber e Viola Fügen mi hanno chiamato perché volevano un film sulla famiglia,” ha raccontato Aïnouz durante la conferenza stampa a Berlino. “Così ho rivisto ‘I pugni in tasca’ e mi è sembrato di guardare i fratelli Grimm sotto acido. Ho sentito che quella storia doveva andare oltre.” Il regista ha spiegato di aver scelto di sostituire la madre cieca del film originale con un padre cieco, interpretato da un attore non vedente. “Prendere ispirazione da un capolavoro? È stato spaventoso e difficile,” ha ammesso, sottolineando il peso di quell’eredità.

Bellocchio stesso, secondo Aïnouz, ha letto la sceneggiatura e visto il film: “Ha dato il suo ok, ed è stato un riconoscimento importante per me.”

Quattro fratelli e un padre ingombrante

La storia si svolge in una villa assolata della Catalogna, dove Jack (Josh O’Connor), Ed (Callum Turner), Anna (Riley Keough) e Robert (Lucas Cage) vivono con il padre cieco. L’atmosfera è carica di tensione: ogni personaggio nasconde un lato oscuro che lo rende imprevedibile. Quando Jack decide di trasferirsi con la compagna (Elle Fanning), l’equilibrio fragile della famiglia si spezza. Ed, scavando nel passato, scopre la verità sulla morte della madre (Pamela Anderson). A quel punto la tensione esplode, trascinando tutti verso la tragedia.

Aïnouz ha scelto un cast internazionale per dare “una dimensione universale a questo dramma familiare”. Le riprese si sono svolte tra Barcellona e le campagne vicine, con lunghe giornate illuminate dal sole catalano. “Volevo che la luce fosse quasi un personaggio,” ha confidato il regista.

Doppiezza e fragilità nei personaggi

Ogni fratello, ha spiegato Aïnouz, “è un personaggio sfaccettato, pieno di contraddizioni”. La sceneggiatura, scritta insieme a Filippou, gioca con l’ambiguità: nessuno è totalmente innocente, nessuno completamente colpevole. L’epilessia diventa una metafora della fragilità che attraversa la famiglia, mentre l’identità di genere, mai detta esplicitamente ma sempre presente, aggiunge un altro livello di complessità.

Tra il pubblico della Berlinale, il film ha colpito per la sua capacità di mostrare il disagio senza mai scadere nel sensazionalismo. “È come se ci fosse sempre qualcosa che sfugge,” ha detto una spettatrice uscendo dalla sala. “Non sai mai davvero chi hai davanti.”

Una coproduzione europea di respiro internazionale

“Rosebush Pruning” è frutto della collaborazione tra produttori italiani, tedeschi, spagnoli e britannici. Il progetto ha richiesto quasi tre anni di lavoro e un budget di circa 7 milioni di euro. “Abbiamo voluto mantenere uno sguardo europeo raccontando però una storia americana,” ha spiegato Michael Weber, uno dei produttori.

Il film arriverà nelle sale italiane ad aprile 2026. Intanto, a Berlino, si aspetta il verdetto della giuria. “Non so cosa aspettarmi,” ha detto Aïnouz con un sorriso teso. “Ma so di aver fatto il film che volevo vedere.”