Berlino, 17 febbraio 2026 – Isabelle Huppert ha scelto la Berlinale per presentare il suo nuovo, insolito ruolo: una vampira. Oggi, davanti a una sala piena, l’attrice francese ha raccontato la sua esperienza da protagonista di “The Blood Countess”, il film fuori concorso diretto da Ulrike Ottinger. Con un abito bianco e occhiali scuri, Huppert ha mostrato un sorriso appena accennato mentre parlava della sua versione della famigerata contessa Elisabetta Báthory, ispirata alla leggenda ungherese del XVI secolo. “Che divertimento interpretare una vampira, è stata una vera gioia”, ha confessato ai giornalisti, sottolineando come il film oscilli tra “orrore e divertimento, piacere e paura”.
La contessa Báthory torna in vita tra horror e ironia
Nel film, la contessa Báthory si risveglia dopo un lungo sonno e torna dagli inferi con una missione: trovare un antico libro che potrebbe cambiare il destino di tutti i vampiri. Al suo fianco c’è la fedele ancella, interpretata da Birgit Minichmayr, muscolosa e silenziosa, che la guida in un viaggio barocco attraverso una Vienna notturna e surreale. La ricerca si complica con la presenza di avversari insoliti: un nipote vegetariano (Thomas Schubert), uno psicoterapeuta (Lars Eidinger), due vampirologi e un ispettore di polizia. Ognuno, a modo suo, cerca di scoprire segreti capaci di sconvolgere il mondo dei vampiri.
Il film oscilla tra fiaba nera e horror gotico, con sprazzi di umorismo. “Tutti i personaggi sono alla ricerca di qualcosa – forse il senso della propria vita, che spesso cammina a braccetto con la morte”, ha spiegato Huppert. Il ruolo le ha permesso di esplorare “una storia mitologica, immensa, immaginaria e poetica”, un’esperienza che ha definito “straordinaria”.
Un cast internazionale con un cameo a sorpresa
Tra le sorprese che hanno colpito pubblico e critica, c’è il cameo di Tom Neuwirth, noto come Conchita Wurst, che interpreta “Rise Like a Phoenix”, la canzone con cui vinse l’Eurovision Song Contest 2014 per l’Austria. La presenza di Conchita aggiunge un tocco di ironia e cultura pop a un film che non ha paura di mescolare generi e atmosfere.
La regista Ulrike Ottinger, artista poliedrica già nota per personaggi come Madame X e Dorian Gray, ha detto: “Isabelle è un’attrice che può fare tutto ciò che vuole. È l’icona perfetta per una figura mitologica e manipolatrice come la contessa. Il vampiro non è solo un vecchio mito, ma anche l’allegoria di chi succhia sangue, persone e istituzioni”.
Un set tra poesia e fantasia
Huppert ha raccontato di aver incontrato Ottinger vent’anni fa, durante una retrospettiva dedicata alla regista. “Conoscevo già molti suoi film, anche quelli con Delphine Seyrig”, ha ricordato. “Incontrare qualcuno come lei è un dono: sa portare sullo schermo il senso della poesia, cosa tutt’altro che semplice. Non sai mai da dove le venga questa immaginazione così strana e affascinante, e questo rende tutto più eccitante”.
Le riprese si sono svolte soprattutto a Vienna, tra set ricostruiti e location reali. Le scene notturne hanno creato quell’atmosfera sospesa tra realtà e incubo che attraversa tutto il film. Le prime reazioni raccolte in sala stampa parlano di un pubblico colpito dalla capacità del film di alternare momenti grotteschi a sequenze più cupe, senza mai perdere l’ironia.
Per Huppert, un’avventura fuori dal comune
Per Isabelle Huppert, che ha compiuto settantadue anni lo scorso marzo, è la prima volta nei panni di una vampira. “Non capita spesso di ricevere un ruolo così insolito”, ha ammesso. “Quando succede, è sempre una bella parentesi nella mia carriera”. Ha citato i lavori con Françoise Ozon – “Mon Crime” e “Otto donne” – come altre esperienze fuori dal comune.
“The Blood Countess” non è in gara per l’Orso d’Oro, ma promette di essere uno degli eventi più chiacchierati della Berlinale 2026. Un film che gioca con i miti senza prendersi troppo sul serio, affidandosi al carisma di Huppert e alla visione personale di Ottinger. E in fondo – come ha detto la stessa attrice – “è stato davvero divertente”.
