Italia guida l’Europa con i suoi brevetti green nel manifatturiero

Italia guida l'Europa con i suoi brevetti green nel manifatturiero

Italia guida l'Europa con i suoi brevetti green nel manifatturiero

Giada Liguori

Febbraio 17, 2026

Milano, 17 febbraio 2026 – L’Italia resta tra i protagonisti in Europa quando si parla di innovazione sostenibile. Il nostro Paese si piazza al terzo posto per numero di brevetti green, dimostrando una spinta più forte rispetto ad altri settori. È il quadro che emerge dal rapporto “Competitivi perché sostenibili”, presentato oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il documento è frutto del lavoro di Fondazione Symbola e Unioncamere, con il supporto di Dintec e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.

Italia, terza in Europa per imprese con brevetti green

Secondo il rapporto, l’Italia è al terzo posto in Europa per la percentuale di imprese con brevetti green rispetto al totale delle aziende: sono 16,5 ogni mille imprese, dietro solo a Germania (21,6) e Austria (18,9). Un segnale chiaro: la sostenibilità non è più un traguardo da raggiungere, ma un vero e proprio volano di crescita. “L’Italia sa innovare e tenere il passo nei settori ambientali”, ha detto Ermete Realacci, presidente di Symbola, durante la presentazione. Ma serve fare di più, soprattutto in ricerca, e allargare il modello dell’economia circolare anche ad altri settori.

Manifatturiero e ricerca scientifica: le colonne dell’innovazione green

Il manifatturiero resta il cuore dell’innovazione sostenibile in Italia, con il 59% dei brevetti depositati. Dietro, a distanza, ci sono la ricerca scientifica (18,8%), le telecomunicazioni e l’informatica (6,6%), e poi il commercio all’ingrosso e le costruzioni (entrambe al 3,5%). Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte guidano la classifica delle regioni più attive: qui si concentra la maggior parte dei brevetti. Nei corridoi del ministero, questa mattina, imprenditori e ricercatori si sono incontrati, sottolineando come la collaborazione tra università e aziende sia ormai “decisiva” per non perdere terreno rispetto agli altri Paesi europei.

Eco-investimenti in crescita: quasi 600mila imprese coinvolte

Tra il 2019 e il 2024, quasi 578.450 imprese italiane hanno fatto eco-investimenti, pari al 38,7% del totale. È una conferma che la transizione verso modelli più sostenibili è ormai un percorso consolidato. “L’Italia ha fatto passi da gigante nella brevettazione green”, spiega Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere, ricordando una crescita del 44,4% tra il 2012 e il 2022. Tuttavia, ammette Tripoli, “resta un gap importante con Germania e Francia”, soprattutto su investimenti pubblici e privati in ricerca.

Mobilità sostenibile ed efficienza energetica: i settori chiave

L’Italia spicca in settori strategici come la mobilità sostenibile, dove detiene il 31% dei brevetti europei legati alla lotta ai cambiamenti climatici. Bene anche nell’efficienza energetica in edilizia, dove supera la media europea. La gestione di rifiuti e acque reflue resta un punto di forza storico: “Siamo tra i Paesi più dinamici”, sottolinea Realacci. Da segnalare poi il boom delle tecnologie ICT per la mitigazione climatica, con un aumento del 270% dei brevetti negli ultimi dieci anni.

La sfida resta: più ricerca e investimenti per colmare il divario europeo

Nonostante i risultati incoraggianti, la strada verso il vertice europeo è ancora lunga. Il rapporto invita a rafforzare gli investimenti in ricerca e a diffondere il modello dell’economia circolare in settori come l’efficienza energetica, l’elettrificazione e le energie rinnovabili. “Solo così potremo recuperare terreno rispetto ai principali competitor europei”, ha detto un dirigente del settore energia presente all’evento. Nel frattempo, nelle regioni più produttive – da Milano a Bologna – si moltiplicano le iniziative per favorire la collaborazione tra pubblico e privato.

Italia: un modello che guarda avanti

In sintesi, l’Italia conferma di essere un laboratorio avanzato di innovazione sostenibile, capace di unire la tradizione manifatturiera alle nuove tecnologie. Il prossimo passo? Secondo gli esperti a Roma, sarà consolidare questa posizione con politiche industriali mirate e un maggior coinvolgimento delle PMI. Perché, come ha ricordato Realacci, “la sfida della sostenibilità non si vince da soli, ma facendo sistema”.