Milano, 18 febbraio 2026 – Le Borse europee partono la settimana con il segno più, in una giornata segnata dall’attesa per la riapertura di Wall Street dopo il ‘President’s Day’ negli Stati Uniti. Gli occhi sono già puntati su domani, quando arriveranno i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve. Un appuntamento che potrebbe chiarire le mosse future sui tassi d’interesse. Intanto, cresce l’attesa per i dati sui Pmi delle principali economie, in arrivo venerdì.
Stoxx 600 senza grandi scossoni, Milano guida i guadagni
Lo Stoxx 600, l’indice di riferimento europeo, ha viaggiato praticamente in parità per quasi tutta la mattina, sostenuto soprattutto dai settori immobiliare, utility ed energia. Questi comparti hanno spinto in alto i listini europei, mentre si sono viste vendite sui titoli industriali e tecnologici. Gli investitori restano però concentrati sull’intelligenza artificiale, che continua a influenzare le scelte di investimento.
A Piazza Affari, il Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,72%, a 45.749 punti. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi è rimasto stabile a 61,6 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano ha leggermente ceduto al 3,34%. Tra i titoli più vivaci spiccano ancora Mediobanca (+3,55%) e Mps (+3%), entrambe spinte da acquisti robusti fin dall’apertura.
Titoli in calo e parole degli analisti
Sul fronte opposto, continuano a soffrire Fincantieri (-2,81%), colpita dalla valutazione ‘neutral’ di Mediobanca, e Prysmian (-2,88%), che paga il giudizio ‘hold’ degli analisti di Berenberg. “Il settore industriale resta sotto pressione – ha commentato un operatore milanese – anche per le incertezze sulla domanda globale e sulle prospettive di crescita”.
Nel resto d’Europa, la giornata è stata piuttosto tranquilla. A Francoforte, il Dax ha guadagnato lo 0,19% dopo i dati sull’inflazione tedesca, tornata a salire, e l’indice Zew sulla fiducia degli investitori, che invece ha segnato un calo rispetto al mese scorso. A Parigi, il Cac40 è rimasto vicino alla parità, mentre a Madrid l’Ibex35 ha chiuso in rialzo dello 0,64%. Anche Londra si è mossa in territorio positivo (+0,39%).
Materie prime in ripresa, dollaro più forte sull’euro
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è tornato a salire: il Wti ha guadagnato l’1,9%, superando i 64 dollari al barile. Il Brent ha superato di poco i 69 dollari, con un incremento dello 0,5%. Tra i metalli preziosi, l’oro ha risalito fino a 4.930 dollari l’oncia, mentre l’argento si è fermato a 74,6 dollari.
Sul mercato valutario, il dollaro ha preso terreno sull’euro, che è sceso a 1,1833 contro il biglietto verde. “Il clima resta cauto – ha detto un trader di Londra – in attesa dei prossimi dati macro e delle mosse della Fed”.
Settimana decisiva: tutti gli occhi su Fed e Pmi
Ora l’attenzione si sposta sui verbali della Federal Reserve, in arrivo domani. Dal documento potrebbero arrivare indicazioni importanti sulle prossime mosse della banca centrale americana in tema di tassi. Venerdì, invece, sarà il turno dei dati sui Pmi manifatturieri e dei servizi delle principali economie europee, che daranno un quadro aggiornato dello stato di salute del settore privato nel Vecchio Continente.
In sintesi, si prospetta una settimana intensa per i mercati finanziari europei. Gli investitori restano prudenti ma pronti a cogliere segnali di svolta dalle banche centrali e dai dati economici in arrivo.
